
Oggi sono tutti con te, caro Gonzalo. Gol partita, foto in copertina e tutto come prima. Eppure erano bastati 180 minuti non al solito livello, quello di un assoluto campione capace di 30/40 gol per stagione, per riadditare il Pipita con le solite accuse di “ghiottoneria”, poca professionalità e soprattutto poche capacità di decidere i match quando contano davvero. Ma come si fa a definire scarso, o magari finito, un fuoriclasse di tale importanza? Come è possibile pensare che quel fenomeno di Higuain potesse smettere così ad un tratto di essere Higuain? E tra i tanti frettolosi critici spuntano anche molti sostenitori bianconeri, il che rende il tutto ancora più amaro.
Gli stessi tifosi, giornalisti e varii addetti ai lavori, si apprestano oggi a girare verso il vento del Pipita, come le più scontate banderuole. Il calcio è così, ormai è noto, si finisce dalla cresta dell’onda al baratro nel giro di pochi “tweet” e di pochi “like”, metri di giudizio oramai anche per articoli e testate, pronti ad accusare chiunque senza alcun pensiero morale o garantista (vedi la correlazione Agnelli-‘Ndrangheta che per giorni ha infamato senza alcun ritegno i colori bianconeri) per ottenere maggior visibilità, figuriamoci poi quanto sia facile se di mezzo c’è la Juventus, il bersaglio preferito di metà stivale…
Fermiamoci pure con le accuse e le rimostranze, probabilmente inutili visto che torneranno presto, prestissimo. Basterà un calciatore Juventino fuori forma, un rigore dubbio dato o non dato alla Juve, una dichiarazione di Marotta o di Allegri probabilmente rivista e reinterpretata… Il vero Juventino già lo sa, già ne è preparato, e allora tieniti pronto anche tu Gonzalo e rispondi a suon di gol. Fallo per chi da sempre ti sostiene, fallo per i cari che ti stanno vicino e, soprattutto, fallo per coloro che dovranno ricredersi e ricredersi ancora.
Marco Ludovico.



