Questa volta è Antonio Cabrini, ex difensore bianconero e attuale ct della selezione femminile azzurra, che intervistato dai microfoni di Radio 2 per la trasmissione “Presto che è tardi”, ha detto la sua in merito alla questione Juventus-Bonucci: “Nei prossimi mesi vedremo se nel passaggio di Bonucci al Milan avranno perso di più il giocatore o la Juventus. Comunque, è chiaro che è stato un divorzio consensuale: probabilmente si era rotto un meccanismo tra lui e la società e a quel punto si sono prese strade diverse. Nel calcio, ad ogni modo, si cade sempre a testa alta. Il Milan è certamente un’ottima società e l’ingaggio di Bonucci non è da sottovalutare. D’altronde, come dicevo prima, evidentemente ci sono state problematiche a livello d’ambiente. Quello di oggi è un calcio con tanti soldi, il cuore viene messo in secondo piano. In quello femminile no, perché non girano quelle cifre“.
Parole che non solo fanno riflettere ma che lanciano anche una provocazione riguardo alle cifre che girano nel calcio maschile, che non sono neanche lontanamente paragonabili a quelle del calcio femminile. Cosa avrà voluto dire Antonio Cabrini con queste parole? Una critica fine a se stessa o una frecciatina di chi vorrebbe veder girare le stesse cifre anche per il calcio giocato dal gentil sesso?
Desirèe Capozio.


