(di Massimiliano Fantasia).       
 
GLI INCONTRI CON IL DIRETTORE.
   
        -Antonio Barilla’ –       
In occasione della puntata numero 835 è intervenuto ai microfoni di Signoramiacalcionews il famoso giornalista del La Stampa Antonio Barilla’. L’incontro con il direttore Marco Venditti ha occupato la prima parte della trasmissione e ha avuto la durata di 23 minuti. Argomento centrale dell’intervista è stato  naturalmente il momento attuale che sta vivendo la Juventus. La chiacchierata è partita parlando della figura di Maurizio Arrivabene Amministratore del club per quello che concerne l’area sportiva. Il dirigente bianconero dal giorno del suo insediamento, e’ sempre stato fatto oggetto di discussione. Sono in molti a metterne in dubbio il modo di gestire la società, per una parte della tifoseria poi, con il suo arrivo sarebbero cambiate molte, troppe cose. In questi due anni si è capito come Arrivabene non abbia molta famigliarità con il mondo del calcio, ci sono situazioni che andavano gestite diversamente e la squadra è indiscutibile ne abbia risentito. Alla domanda del nostro direttore, Antonio Barilla’ è intervenuto in difesa del dirigente bianconero. Secondo il noto giornalista del La Stampa l’attuale Amministratore delegato sarebbe stato chiamato proprio per la sua capacità di muoversi nel mondo della finanza, mantenendo  la Juventus al centro del progetto. Saranno rintrodotte alcune regole ritenute fondamentali per il risanamento finanziario del club. Tale virtuosismo economico, non significa un ridimensionamento del progetto sportivo ma tornare a coprire i costi di gestione senza ricorrere ad aumenti di capitale o altro ogni volta, quindi importante sarà avere un monte ingaggi più sostenibile che tutti devono accettare. Naturalmente anche per Barilla’, con certi giocatori molte volte bisognerebbe riuscire a trovare un compromesso. Lasciare andare via a parametro zero un giocatore del livello di Dybala è un errore da qualsiasi parte lo si voglia guardare. Senza ombra di dubbio da un punto di vista  tecnico perché ad un giocatore come la Yoya un posto nella rosa si dovrebbe trovare sempre. Ma anche volerlo guardare da un punto di vista aziendale non è stato certamente un affare perché sebbene in 7 anni siano stati assorbiti i costi dell’investimento, sarebbe stato certamente più giusto monetizzare. La discussione ad un certo punto si è spostata sul tema del calciomercato. Secondo il nostro ospite il mercato fin qui portato avanti dai dirigenti della Juventus non è da considerarsi poi così negativo come in molti vorrebbero far credere. E’ vero che mancano ancora due mesi alla fine delle operazioni, ma sempre secondo Antonio Barilla’con gli acquisti di Pogba e di Angel Di Maria acquistati a parametro zero la società merita un 7 pieno. Peccato solo che il Fideo non abbia accettato di firmare un contratto biennale come proponeva la Juventus per poter sfruttare l’ Art 5 e quindi il decreto crescita. In questo momento nella testa dell’argentino c’è il mondiale in Qatar che sarà il suo quarto e ultimo campionato del Mondo. Difficile possa cambiare idea, il suo sogno è quello di chiudere la carriera  proprio dove tutto ebbe inizio, nel Rosario Central  e in questo momento è inimmaginabile qualsiasi altra cosa. Un mercato che comunque è destinato a cambiare il volto della squadra di Allegri. Molto dipenderà dalla cessione di De Ligt che a questo punto sembra essere scontata anche per i molteplici benefici che ne trarebbe la società. Soldi freschi da poter reinvestire sul mercato. Secondo Barilla’ la Juventus potrebbe scegliere  senza grossi problemi  su chi orientarsi. Tanto Bremer quanto Koulibaly hanno costi decisamente più contenuti sia per quello che riguarda il cartellino sia per quello che andrebbero a  percepire di ingaggio. Addirittura si potrebbe blindare la difesa acquistandoli entrambi e risparmiare qualcosa per un ultimo investimento a centrocampo che potrebbe essere uno del valore di Zaniolo su cui la società si concentrerà per trovare la strada più facile da percorrere e in questo momento il prestito con obbligo di riscatto è più di una possibilità. A questo punto il discorso si è spostato sui giovani. La squadra ha dei ragazzi molto interessanti, qualcuno potrebbe completare il reparto. Miretti e Soule’ sono quelli che il nostro ospite ha indicato essere i più preparati. Bastera’ saperli aspettare, impiegarli senza caricarli di eccessive responsabilità. Allegri vuole poterli esaminare in ritiro, con la società c’è un accordo preciso, dare più spazio ai giovani che devono essere inseriti nel progetto che sta nascendo. Barilla’ su domanda del direttore relativa ad Allegri ha risposto che il tecnico quest anno non può sbagliare, ma certamente non sarà il solo ad essere sotto esame, ma la cosa non sembra preoccuparlo oltre modo. Anche in attacco si potrebbe intervenire. Molto importante sarà il rientro di Chiesa per quanto avrà bisogno di tempo per ritrovare la condizione e vecchie certezze, bisogna capire cosa la società intenda fare con Moise Kean ma dalla chiacchierata si è capito come anche per Barilla’ sarebbe da inserire un attaccante che possa sostituire il serbo o anche affiancarlo quando certe difese alzano le barricate. La discussione si é conclusa con una riflessione su cui vale la pena tornare, questa Juventus sarebbe in grado di giocarsi lo scudetto già così come è, come avrebbe potuto competere già la passata stagione quanto meno quella vista nella seconda parte del campionato. Certo avrà di fronte un Milan più consapevole, un’Inter che uscirà rinforzata dal mercato, non si capisce cosa intenda fare il Napoli che già l’anno scorso ha finito per perdersi per strada ma sicuramente qualcuna ancora si inserirà. Ecco perché alla Juventus non si lascerà niente di intentato per essere competitivi e poter tornare ad essere protagonisti fino alla fine.