UNA JUVE DA BRIVIDI:PAGELLE
(di Massimiliano Fantasia)
La Juventus espugna l U-Power stadium e conquista la vetta della classifica in attesa dell’ Inter che domenica sera sarà impegnato a Napoli.La squadra di Allegri va in vantaggio dopo 12 minuti,Vlahovic, si fa respingere un calcio di rigore conquistato da Cambiaso,la palla finisce in calcio d angolo dalla bandierina Nicolussi pennella nel mezzo,bravo Rabiot ad anticipare tutti e a portare i bianconeri in vantaggio.Juve che potrebbe chiuderla nel primo tempo,ma è sprecona nella ripresa il ritorno del Monza la mette a dura prova,squadra che si difende con le unghie ma subisce il pareggio al 92 mo minuto ,due minuti più tardi devastante Rabiot dalla destra spacca la difesa brianzola entra in area e serve al per Gatti che non sbaglia e la juve porta a casa I 3 punti.

JUVENTUS (3-5-2)

SZCZESNY voto 5,5 – Qualche uscita alta e nulla più. Mai impegnato fino al 92′ quando, ingannato da Dany Mota, subisce il gol di Valentin Carboni che rischia di rovinare la serata a lui e alla Juve
GATTI  voto 7 – Solita grande attenzione in fase difensiva, meno utile in impostazione, dov’è comunque presente. Si divora il raddoppio a un metro dalla porta su spizzata di Alex Sandro da calcio d’angolo ma ha il merito enorme di battere Di Gregorio al 94′ (dopo altro liscio) e regalare alla Juve tre punti fondamentali in chiave scudetto
BREMER  voto6,5 – Si prende un giallo ingenuo dopo 29 minuti per un fallo in ritarso su Kyriakopoulos. Potrebbe giocare con il braccino, invece tira dritto senza la minima preoccupazione. Fondamentale di testa in mischia, sempre molto attento
ALEX SANDRO voto 6 – E’ quello con maggiore qualità della linea a tre della Juve, ma si limita alla fase difensiva senza demeritare
CAMBIASO voto 6,5 – Si procura subito un rigore, che Vlahovic sbaglia ma da cui nasce l’angolo che stappa la partita. Esterno destro o interno, utile in tutte le posizioni e sempre sufficientemente lucido nelle scelte
DAL 41′ ST LOCATELLI SV – Solo i minuti finali.
MCKENNIE voto 6,5 – Intercambiabile con Cambiaso tra l’out di destra e il ruolo di mezzala, diventa per questo difficile da marcare e finisce per riuscire a mettere in difficoltà la difesa del Monza. Sempre utile anche in fase difensiva
NICOLUSSI CAVIGLIA voto 6,5 – All’inizio solo ordinato, cresce esponenzialmente di minuto in minuto fino a diventare l’uomo cardine del centrocampo bianconero. Qualità e quantità, cui va aggiunto l’assist su angolo per il gol di testa di Rabiot
DAL 25′ ST DANILO voto 6 – Una ventina di minuti più recupero da mediano davanti alla difesa per riassaporare il campo dopo la lunga assenza. Esperienza al servizio dei compagni, qualunque sia la posizione in cui Allegri lo piazza in campo
RABIOT voto 7 – Il suo gol di testa (12′), unito a quello di Gatti nel finale, regala un’altra notte in testa alla classifica alla Juve in attesa dell’eventuale risposta dell’Inter. Corsa, tanta, qualità nel palleggio, inserimenti, è il giocatore meno sostituibile da Allegri che, in effetti, non lo cambia mai. Impegna Di Gregorio da fuori (35′) e non molla fino alla fine quando il suo cross permette a Gatti di chiudere i conti
KOSTIC voto 5,5 – Un po’ come Chiesa, ma con molta meno qualità, quando prende palla mette giù il testone e prova ad arare la fascia sperando di trovare lo spiraglio per un cross. Spiraglio che non trova mai. Certamente fisico, probabilmente limitato.
VLAHOVIC voto 5 – Sbaglia il rigore del possibile 1-0 e non riesce a battere Di Gregorio nemmeno sulla facile ribattuta. Spreca un bel servizio di Chiesa girando male il cross a inizio secondo tempo e, in fin dei conti, perde il duello con Pablo Marì. Utile di sponda per i compagni e nulla più
DAL 25′ ST MILIK SV –
CHIESA voto 5,5 – Un po’ meglio di Vlahovic, ma nemmeno troppo. Prova a strappare sulla sinistra, ma non gli riesce quasi nulla. Di lui ci si ricorda un cross non sfruttato dal serbo e 1

ALLENATORE MASSIMILIANO ALLEGRI voto 7 – Oppone il suo calcio antico a quello moderno di Raffaele Palladino., la sua juve lascia troppo il possesso palla agli avversari senza preoccuparsi minimamente di pressing o preventive. La sua idea di gioco è brutale,10 giocatori sotto la linea del pallone a chiudere gli spazi negli ultimi 30 metri e ripartenze affidate all’estro dei suoi giocatori.Livello estetico sotto zero, punti tanti. E visto che quello conta, fino a prova contraria ha ragione lui.