Soprattutto chi vive a Torino lo sa: il derby della Mole è sempre una partita a sè. Conserva la tradizione della vecchia capitale sabauda mischiata all’innovazione di due squadre volte al futuro, che però non vogliono dimenticare la propria storia e ogni anno, in occasione di questa partita, scendono in campo determinate più che mai per onorare la maglia.

Come di consueto, alla vigilia di Juventus-Torino, che si giocherà domani sera alle h 20.45 presso l’Allianz Stadium di Torino, mister Massimiliano Allegri ha risposto alle domande dei molti giornalisti, accorsi nella Sala Stampa del Media Center di Vinovo.

Di seguito le dichiarazioni:

Sei qui da ormai quattro anni, non ti sembra che lo Juventus Stadium nell’atmosfera si sia assuefatto alla vittoria a livello di atmosfera? 

“No, mercoledì,  a parte che era un turno infrasettimanale, comunque sia i tifosi ci sono stati vicini come ci sono sempre vicini. E poi una cosa che deve essere chiara è che vincere non è normale, è sempre una cosa straordinaria, perchè vince sempre uno, ogni anno che passa è sempre più difficile perchè poi ci sono le avversarie che sono molto più agguerrite, quindi questo per noi deve essere un grande stimolo. E comunque sia ogni anno che parte è diverso sempre da quello precedente. E per noi arrivare in fondo e centrare il settimo scudetto, deve diventare un obiettivo primario, perchè è una cosa che non ha mai fatto nessuno a parte il Lione. E quindi er affrontare la stagione come sempre ci vuole grande entusiasmo, perchè per fare una grande Champions bisogna fare un grande campionato, bisogna fare una grande Coppa Italia e quindi c’è bisogno di tutti. C’è bisogno di grande entusiasmo dentro la squadra, dentro la società, nei tifosi, ma perchè è giusto che sia così”.

 

Ieri Chiellini ha parlato molto bene del Torino, definendolo il più forte degli ultimi anni, che può ambire anche a livello europeo. Sei d’accordo?

“Sono d’accordo con Giorgio, perchè il Torino secondo me ha completato una squadra che l’anno scorso tecnicamente era un’ottima squadra; l’ha completata con giocatori dalle caratteristiche vicine a quelle del Toro, come Rincon, come Ansaldi, Niang davanti. Quindi ha una rosa che quest’anno può ambire ad arrivare nelle prime sei posizioni”.

Ovviamente non poteva mancare la domanda sul tema caldo di questi ultimi giorni: Higuain.

“Per Higuain non è questione di gestione di Higuain o di spazio di Higuain. La cosa più importante è che ha grande e totale fiducia da parte dei suoi compagni, dell’allenatore, della società e dei tifosi. E’ un momento in cui ha fatto due, tre partite senza fare gol, ma succede. Come ritroverà il gol si sbloccherà. Già mercoledì ha attaccato l’area in modo migliore rispetto  a quello che aveva fatto domenica. Poi ci sono tante partite, capiterà che una volta starà fuori lui, una volta starà fuori Mandzukic, starà fuori Dybala, perchè io devo cercare di gestire al meglio i ragazzi, perchè ci sono tante partite da giocare e perchè bisogna arrivare a marzo nelle migliori condizioni possibili”.

Sulla possibile formazione di domani sera invece il tecnico bianconero non ha ancora le idee chiare.

“Non lo so, non ho ancora fatto allenamento, abbiamo giocato ieri con la Fiorentina e domani giochiamo col Torino. La cosa che posso dire è che abbiamo Howedes fuori, perchè oggi, entro domani, verrà valutata l’entità dell’infortunio, perchè ha avuto un risentimento muscolare. Per quanto riguarda Marchisio la prossima settimana farà i test. Khedira è rientrato con la squadra e sarà disponibile per mercoledì. Pjaca sta facendo il lavoro di rieducazione e avvicina il rientro con la squadra. De Sciglio sono state confermate le 4 settimane. Poi settimana dopo settimana valuteremo se i tempi si accorceranno”.

Un suo giudizio da ex centrocampista su Matuidi, se è soddisfatto delle sue prestazioni, perchè sembra già insostituibile nel centro campo della Juventus. Domani sarà titolare?

“Matuidi come ho sempre detto è un giocatore che ha giocato con tutti gli allenatori che ha avuto e quando un giocatore gioca con tutti gli allenatori vuol dire che ha delle qualità importanti. Poi Matuidi da quando è arrivato qui credo abbia detto quattro parole, però  fortunatamente in campo corre, ci dà dentro, è un ragazzo molto intelligente, perchè non sembra, ma per giocare a calcio bisogna avere un quoziente di intelligenza molto alto. Perchè è più facile giocare con un giocatore intelligente. Domani titolare? Credo di sì, anche perchè ho Pjanic, ho Matuidi e ho Bentancur. Perchè Marchisio e Khedira sono fuori”.

Anche per un allenatore il derby è una partita speciale? Considerato l’imminente impegno di Champions, domani si può rinunciare a qualcuno davanti?

“Rinunciare no, perchè se ne esce uno, ne metto un altro, come può essere Bernardeschi e Douglas Costa che sono in un buon momento, in una buona condizione. Domani il derby è sempre una partita speciale, è una partita speciale per la città, perchè è una stracittadina, per i tifosi, per noi. Per noi è importante per due cose: una perchè è un derby e due perchè bisogna vincere, perchè sono tre punti importanti per il campionato, per dare seguito a quello che hanno fatto i ragazzi nelle prime cinque partite, perchè poi abbiamo la Champions, un’altra partita  da vincere e poi chiudere al meglio a Bergamo. Però, una alla volta. Ora pensiamo al derby domani, che ripeto, è una partita complicata, perchè  rispetto agli ultimi anni, il Toro quest’anno è una squadra che può ambire alle prime sei posizioni”.

Se c’è qualcuno da temere nel Toro, prima di tutto ci sono Belotti e Ljajic, che ora insieme sembrano funzionare davvero bene. Come fermarli?

“Fermarli… hanno delle qualità importanti a livello tecnico, anche fisico, ma la Juventus ha dei buoni difensori che possono giocare contro Belotti e Ljajic. Poi hanno Niang, Iago Falque. Il Torino ha giocatori di buona qualità tecnica e ripeto, quest’anno hanno completato la rosa con giocatori anche solidi, ecco perchè il Torino è migliorato molto”.

Douglas Costa e Cuadrado hanno un gioco molto diverso. Quanto tempo ci vuole per capirlo ed entrare nei nuovi schemi di gioco?

“Ci vuole poco, basta osservare il compagno. Capire che Cuadrado ha un tipo di cross e Douglas Costa  ha un tipo di cross, quando è a destra, quando è a sinistra crossa in un altro modo. Quindi le punte devono saperlo, come quando in area c’è Mandzukic, che attacca la porta in un modo, e quando c’è Higuain attacca in un altro modo. Alla fine il calcio si riduce molto nella conoscenza dei compagni e la conoscenza migliora, l’intesa migliora giocando più insieme. Douglas Costa può giocare anche a  sinistra, quindi ci saranno  dei momenti in cui giocheremo con due punte centrali e avremo due esterni che sono più due crossatori, avremo meno gioco  nel mezzo. Girando i giocatori per cercare di arrivare in fondo nelle migliori condizioni bisogna sfruttare al meglio le qualità che mettiamo in campo. Se abbiamo due in mezzo all’area, bisogna fare dei cross, se abbiamo Dybala bisogna giocare più in mezzo al campo”.

Spenderesti 100 milioni per Belotti?

“Per quanto riguarda invece Belotti è un giovane, un giovane che sta migliorando. Ora non so se vale 100 milioni, se li spenderei, anche perchè non li ho, quindi… io faccio l’allenatore, non compro giocatori, però è un giocatore importante e soprattutto è un punto fermo della Nazionale. E’ un giocatore che ci dovrà portare al Mondiale”.

Per la sponda granata il derby rappresenta il culmine della stagione. Per la Juventus è lo stesso o viene dopo impegni più importanti come per esempio la Champions?

“Per la Juventus ha la stessa importanza del Toro, perchè è un derby e perchè servono i tre punti e non è seconda nè alla Champions League nè alle altre partite di campionato”.

Desirèe Capozio.