Gigi Simoni in uno sfogo a Pianetazzurro.it non risparmia la solita chiosa sul contatto Iuliano-Ronaldo.

Ecco le sue considerazioni:

Mister Simoni, come le sembra questo Napoli che sta nascendo?

“Ounas non lo conosco molto, però Mario Rui l’ho avuto quando ero a Gubbio. E’ un calciatore molto bravo, crossa bene, ha un piede delicato e sicuramente è un elemento in grado di dare alla squadra un contributo importante”.

Questi profili giovani permettono di azzerare quella distanza che c’è con la Juve?

“Per competere con la Juve c’è bisogno di calciatori di spessore, di campioni. Rispetto alle altre squadre quella bianconera ha un numero maggiore di grandi calciatori. E’ questa la differenza ed il motivo per cui quella bianconera è una formazione destinata ad essere favorita. Però, ogni campionato è differente, bisogna vedere come andrà”.

Un suo giudizio su Reina?

“Questa situazione la leggo da fuori. E’ una questione che va risolta. Io farei di tutto per tenere in squadra un calciatore importante, molto bravo, che usa bene i piedi, ma soprattutto un uomo spogliatoio”.

Che ricordi ha di Napoli?

“Di Napoli ho un ricordo bellissimo, sono molto legato a questa città, alla gente. Mi hanno sempre dimostrato un forte affetto. Non potevo uscire per il centro e apprezzare le tante meraviglie perché l’attaccamento era tantissimo, ma porto tutti nel mio cuore. Io in questa ci sono stato tre volte: prima da calciatore, vincendo una Coppa Italia e ottenendo una promozione, poi nel ’97 e nel 2003 da allenatore”.

Crede che la Var possa aiutare gli arbitri a sbagliare di meno?

“Almeno nei casi più eclatanti credo che possa essere di grosso aiuto. Ricordo che quando allenavo l’Inter, dove il primo anno vinsi la Coppa Uefa e poi arrivammo secondi dopo essere stati in testa per tante giornate; non fu dato un rigore incredibile a Ronaldo. Questo fatto ci penalizzò molto. Si spera che con questa Var certi episodi possano essere risolti”.

Vista la sua lunghissima carriera ci può dire quanto è cambiato il calcio?

“Bella domanda. Sicuramente molto, gli allenatori sono diventati più bravi, e questo è l’aspetto positivo. Quello negativo riguarda l’aspetto morale. Ci sono costi spropositati, girano cifre pazzesche, io credo che si debba trovare una soluzione; magari attraverso l’introduzione di un tetto salariale. Qualcosa bisogna farla. Si sono persi tanti valori”.

Simoni, ora che non allena più cosa sta facendo?

“Guardo il calcio da fuori, ma lo seguo sempre con attenzione. Ho scritto anche un libro intitolato ‘Simoni si nasce’, nel quale ho raccontato tantissime cose che mi sono capitate. Rivivere la mia carriera è stato molto emozionante. Oggi mi sento un allenatore completo (ride ndr)”.