Sarri
Murizio Sarri e la Juventus, rappresentano poco più che una suggestione, e solo la fine di tutte le competizioni europee dirà quanto c’è di “poetico”, e quanto di concreto, in tutto ciò.

A bocce ferme è finalmente lecito, o quanto meno più rispettoso, iniziare a fare qualche nome. Di cosa parliamo? Ma ovviamente di calciomercato.

Juve: Maurizio Sarri tra suggestioni e scongiuri

Con la sconfitta del Ferraris di Genova (LEGGI) la Juve chiude una stagione che l’ha vista lasciare un solco tra lei e le rivali, al netto del “rilassamento” finale (fisiologico o meno che sia).

Ma quello che temono ora le rivali, con l’ufficialità dell’addio di Allegri già nota da qualche giorno, è che la schiacciasassi bianconera inizi anche a mostrarsi bella.

Sì, perché se altrove si appellano a classifiche di pali, traverse, calci d’angolo, portieri con piedi sopraffini (e chi più ne ha più ne metta), sarebbe “un delitto” vedere con la maglia dei recenti rivali colui che, non più tardi di 12 mesi fa, rappresentava l’alfiere del bel calcio in Italia.

Murizio Sarri e la Juventus, rappresentano poco più che una suggestione, e solo la fine di tutte le competizioni europee dirà quanto c’è di “poetico”, e quanto di concreto, in tutto ciò.

Intanto, nella città della scaramanzia, sono aperte le danze degli scongiuri. Fa niente che ancora non si capisca se il loro nuovo “condottiero” sia venuto sotto l’ombra del noto vulcano per il bel clima, il buon cibo, qualche caffè più forte della media, o per tornare a riempire una bacheca (di squadra e personale).

Quelle, ultimamente, languono non poco. Da tempi recenti (?) la prima, non da meno la seconda. Poi bisognerebbe mettere sul bilancino il reale valore degli ultimi trofei degli uni e degli altri. Ma come diceva un grande della città: “quisquilie”.

Ph. Giuliano Marchisciano / One + Nine Images