Allegri
Per Massimiliano Allegri 5 stagioni, 5 Scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane e 2 finali di Champions League perse. In totale 1766 giorni con la Juve.

Una storia iniziata fra i fischi, e finita come sappiamo all’ora di pranzo con i titoli di coda.

Massimiliano Allegri non è più l’allenatore della Juventus, dopo 5 stagioni, 5 Scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane e 2 finali di Champions League perse. In totale 1766 giorni.

Dopo le esternazioni e l’addio di di Antonio Conte, si era aperta un’era nuova alla Juve, tra i fischi e gli sberleffi dei tifosi che non avevano dimenticato le parole di Muntari, dopo quel Milan-Juve. Nonostante le vittorie, Allegri non è mai entrato nel cuore degli juventini. In più in questa stagione, la mancata vittoria della Champions League nell’anno di Cristiano Ronaldo, ha contribuito alla decisione.

Vediamo la sua storia con la Juve

2014-15 – Diciassette punti di vantaggio sulla Roma, per Allegri è il primo Scudetto. In più la vittoria della Coppa Italia, con Matri che nei supplementari da la vittoria ai bianconeri, con un 2-1 finale. Champions League: l’Olympiakos fa vedere i sorci verdi dopo l’1-0 dell’andata, tanto che il pari contro l’Atletico Madrid è salvifico. Da lì in poi si accende Morata, mettendo in fila Borussia Dortmund, Monaco, Real Madrid e arrivando alla finale di Barcellona. Tre a uno finale a favore del Barcellona.

2015-16 – Partenza ad handicap quella della seconda stagione, con le sconfitte contro Udinese, Napoli e Sassuolo. Poi una grandissima seconda parte di stagione, con un filotto incredibile e la vittoria all’ultimo, a Napoli, grazie a Zaza. In Coppa Italia arriva un’altra vittoria ai supplementari, con la rete di Morata. In Champions League, dopo aver vinto contro il Manchester City, la Juve butta via il primo posto perdendo con il Siviglia, gol di Llorente. L’accoppiamento è contro il Bayern Monaco, Evra perde l’ultimo pallone della partita e Muller infila il pallone del 2-2 a tempo scaduto. Poi Coman, lìex, firma l’eliminazione agli ottavi.

2016-17 – Il campionato è tranquillo, quattro punti sulla Roma. L’idea è quella di puntare tutto sulla Champions League. Arriva la seconda finale, dopo quella con il Barcellona, stavolta al Millennium Stadium di Cardiff. Il 4-1 di Cristiano Ronaldo e compagni arriva dopo le vittorie contro Porto, Barcellona e Monaco vittorie che avevano certificato lo status di favorita per la Juve. Terza Coppa Italia consecutiva, 2-0 contro la Lazio – e vittoria della Supercoppa Italiana.

2017-18 – I primi scricchiolii in Serie A arrivano, grazie alla condizione del Napoli di Maurizio Sarri, straordinario nella scorsa stagione, arrivando a un passo dalla vittoria. A risolvere tutto  la partita contro l’Inter, Higuain e Cuadrado ribaltano come un calzino un risultato che sembrava pronto a far scattare il sorpasso dei partenopei, anche grazie a una conduzione di gara discutibile di Orsato. Vinta la Serie A, c’è l’umiliazione in casa di Cristiano Ronaldo (sì proprio lui) e la rovesciata che lo ha portato poi a scegliere la Juventus in estate e la grande vittoria al Bernabeu, con la spinta di Benatia e la frustazione di Gianluigi Buffon. La vittoria in Coppa Italia con il Milan (4-0) non lenisce il dolore per la Champions.Ronaldo

2018-19 – Scudetto vinto, Coppa Italia persa on l’Atalanta ai quarti di finale, Champions gettata al vento, dopo l’1-1 di Amsterdam e il vantaggio iniziale di Cristiano Ronaldo. Il portoghese serviva per alzare l’asticella, ma anche del gioco di Allegri. Le richieste del tecnico, fra rinnovo a cifre più alte e l’epurazione di alcuni big, hanno fatto saltare il resto, fino al comunicato di oggi all’ora di pranzo.

Ph. Giuliano Marchisciano / One + Nine Images