Quando l’impossibile ti appare come muro insormontabile spesso abbandoni sul nascere la possibilità di tentare.  Nel calcio può accadere che una sera  vai al Camp Nou e con la forza dei propri mezzi ribalti un risultato ritenuto inconcepibile. La Juve di Andrea Pirlo, al cospetto di un monumentale stadio dai mille trionfi e fortino inespugnabile di un Barcellona che ha segnato pagine di storia vera, vince una gara imponendo il proprio gioco.

Una Juve sempre più targata Pirlo ma diversa:, molle in campionato e travolgente in Champions. Questa vittoria riconsegna la squadra ai suoi tifosi, un trionfo storico per quanto pregno di gran cuore e tecnica. La Juventus  ha impartito una lezione di calcio ai blaugrana e il solo condottiero Messi al fischio finale appariva sconcertato in volto con lo sguardo rivolto verso l’alto. Nella sfida di ritorno non poteva certo immaginare di essere umiliato da una compagine asfissiante e presente in ogni dove del campo. La Juventus ha dimostrato molte cose ed in particolare una straordinaria  tenuta di gara dal primo all’ultimo minuto di recupero. Raddoppio di marcatura immediata. Concentrazione sempre alta. Fase difensiva perfetta. CR7 che ripiega e toglie palla perfino a Messi, al suo storico rivale. Pirlo le marcature le azzecca proprio tutte. Quella che sembrava un’impresa ardua dunque si è poi rivelata una partita di grande espressione calcistica. Scuola di calcio al Barca e umiltà di gruppo. Ora basterebbe anche la metà della  Juve vista contro il Barcellona per riprendersi in mano il campionato (non che le fosse mai sfuggito)  mantenendo i ritmi alti e la consapevolezza nei propri mezzi. Una vittoria che fa bene al gruppo e già col Genoa si attende la giusta reazione. Votare un gruppo così amalgamato è difficile  ma Pirlo è stato il vero segreto di questa vittoria confermando di essere sulla strada giusta. Ormai il cantiere è quasi chiuso.