SI APRE AD ASTI IL FESTIVAL DELLE SAGRE ASTIGIANE 2018

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Sabato 8 e domenica 9 settembre, la 45esima edizione ad Asti in piazza del Campo. Un antico mondo contadino, tra ottocento e novecento. Attese nel week end migliaia di persone.
Asti. E’ giunto il tempo della 45esima edizione del Festival delle Sagre 2018. E anche quest’anno, saranno migliaia le persone che ogni anno, attratte da una manifestazione unica nel suo genere, accorreranno ad Asti, per respirare le atmosfere di un mondo antico.
Un antico mondo contadino, tra ottocento e novecento, raccontato dal Festival delle Sagre Astigiane, sabato 8 e domenica 9 settembre 2018.
Il clou della festa, inizia domenica mattina, con la sfilata storica nelle vie cittadine animata da tremila figuranti in costumi d’epoca, a piedi, sui carri trainati dai buoi piuttosto che dai rumorosi trattori a testa calda. Ogni paese, con la sua pro loco, metterà in scena il lavoro nei campi, i mestieri, le feste contadine e i riti religiosi, dalla vendemmia al battesimo, dalla battitura del grano alla festa di leva. Più folklore di così. La sfilata terminerà, in piazza Campo del Palio, dove decine di casette, una per ciascuna pro loco, disegneranno i confini del villaggio, che arriva ad ospitare fino a 200.000 buongustai, provenienti dall’Italia e dall’estero.
Un piccolo esercito di cuochi preparerà e servirà al pubblico in fila, un menu più ricco. I piatti serviti, saranno più di 80, divisi tra antipasti, primi, secondi e dolci. La particolarità, che saranno esclusivamente ricette tradizionali, tramandate di generazione in generazione e cucinate con materia prima di territorio. Agnolotti, risotti, tagliatelle e polente negli abbinamenti più vari. Poi, ci saranno i grandi secondi della tradizioni monferrina. Bolliti, fritto misto, bagna cauda e tanti piatti ormai scomparsi dal menu dei ristoranti, come la puccia (soffice polenta sciolta nel minestrone di fagioli e condita con burro e formaggio) o il baciuà, lo zampino di maiale lessato, aromatizzato nell’aceto e fritto. Ovviamente, non potevano mancare i dolci, più di trenta: si va dalle creme ai biscotti, dal bunet alle torte “alla moda di un tempo”. Buon appetito.
Il villaggio gastronomico, con area attrezzata per i disabili, sarà aperto al pubblico sabato 8 settembre dalle ore 18.30 alle 23.30 (i dolci verranno serviti fino alle 24) e domenica 9 settembre dalle 11.30 alle 22.
LE PROLOCO PARTECIPANTI
1. PRIMAVERA
MONTIGLIO MONFERRATO:  l’acqua elemento essenziale di vita e di lavoro nel Monferrato agli inizi del ‘900 – Uova al tegamino con tartufo e polenta. Torta di nocciole.
REVIGLIASCO: le ciliegie: la fioritura, la raccolta, il mercato – Stufato di vitellone piemontese alla Barbera d’Asti con polenta.
CORSIONE: al forno come una volta – Torta di mele.
GRAZZANO BADOGLIO: la processione del venerdì santo – “Soma d’aj” con uva. Pane arrostito con pomodoro e uva.
NIZZA MONFERRATO:  Nizza Monferrato: terra di botti e di vino- “Belecauda” (farinata di ceci).
MONTECHIARO: le sarte di Montechiaro – Risotto con tartufo. Crema dolce in pasta sfoglia.
MONASTERO BORMIDA: il polentonissimo di Monastero Bormida – “Puccia” di Monastero (soffice polenta sciolta nel minestrone di fagioli condita con burro e formaggio). Robiola di Roccaverano con pane cotto nel forno a legna e mostarda di uva Moscato.
SESSANT: quando la campanella dell’asilo suonava a Sessant – Carne cruda all’Astigiana. Torta di pane della tradizione contadina.
2. ESTATE
CALLIANETTO: il ciclo della canapa – Gran fritto misto di Callianetto. Tortino ‘d Gianduja.
MOTTA DI COSTIGLIOLE: il peperone  quadrato d’Asti: dalla terra alla tavola – Gran “bagna càuda” con peperoni e verdure di stagione. Involtino di peperone (con ripieno di tonno, burro, acciughe e capperi).
QUARTO: la corsa degli asini – Tagliatelle al sugo di cinghiale. Rotolo al cacao con nocciole.
MONTEGROSSO:  l’ultimo saluto all’Arciprete Maggiora – “Cisrà” minestra di ceci con costine. Panfritto con salumi del Monferrato.
ISOLA D’ASTI: il Maestro Ginella e la sua scuola di fisarmonica – Baciuà (soffice zampino di maiale lessato, posto sotto aceto aromatizzato, impanato e fritto in padella)  con bagnetto. Frittura di lumache.
CALLIANO: la fonte solforosa della Pirenta – Agnolotti d’asino. Salamini d’asino.
MONGARDINO: ‘l martinèt (il maglio) d’ Mungardìn e l’antica fabbricazione degli attrezzi agricoli – Risotto alla Barbera d’Asti. Antico “mun” (mattone dolce).
VARIGLIE: la pesca limonina: coltivazione, raccolta e conservazione – Pan marià (pane raffermo, passato nell’uovo e fritto). Friciulin (frittini) di riso.
COSTIGLIOLE: per grazia ricevuta – Ravioli con il “plin”. Bunèt di Costigliole.
SAN DAMIANO: la festa ‘d San Roc – Salsiccia alla Barbera d’Asti. Canestrelli di San Damiano.
3. AUTUNNO
VILLAFRANCA: la festa di leva – Tagliatelle ai funghi porcini. “Bunèt” al cioccolato.
ROCCHETTA TANARO: la scuola di ricamo e gli antichi mestieri all’ombra del castello – Rustica ai formaggi. Friciulin (frittelle) di patate.
VALENZANI: San Martin del masuè (il San Martino del mezzadro) – Polenta con bocconcini di cinghiale. Salamini di cinghiale.
CATERINA DI ROCCA D’ARAZZO: anno 1918: il ritorno a casa…ma non per tutti – Agnolotti al sugo di carne. Antico “bodino” di Casa Savoia”.
CASABIANCA: ‘l carbùn d’na vira (taglio e commercio della legna) – Polenta fritta con gorgonzola
Salame dolce di Casabianca.
ANTIGNANO:  l’esodo dalla campagna verso la fabbrica negli anni ’50 – Tajarin di mais 8 file al sugo di salsiccia. Crostata di mais con confettura di ciliegie.
CORTAZZONE: l’ultimo viaggio – Tagliatelle all’uovo con tartufo. Focaccia di mele
PALUCCO: l’aratro nel tempo – Lingua in salsa verde. “Friciö” (frittelle dolci del contadino).
CUNICO: la vinificazione – Gnocchi alla Cuniches.
MOMBERCELLI: la vecchia fabbrica del torrone – “Friciula” (frittella salata) con lardo.
MONCALVO: la fiera del tartufo – Sontuoso bollito misto di Moncalvo. Panna cotta.
SAN MARZANOTTO: i due San Marziano: quello della Chiesa e quello della pentola – Crostone del contadino con bagnèt e acciughe. Lardo macinato, insaporito e spalmato sul pane.
CASTELLO DI ANNONE: la 1* fiera dell’artigianato e le feste settembrine del 1932 – Lasagnette della vigilia (condite con bagna cauda). Torta dell’abbondanza.
CASTELLERO: la nocciola, principale risorsa economica della vita contadina di un tempo – “Fundent” (fondenti di nocciole). Croccanti di nocciole.
BOGLIETTO DI COSTIGLIOLE: la distilleria: dal grappolo alla grappa – Taglierini fatti in casa conditi con sugo di carne. Pesche al Moscato d’Asti.
AZZANO: quando ad emigrare eravamo noi..sogni, speranze, disperazione verso “la Merica” – Risotto ai funghi. Il dolce dell’Abbazia.
VILLANOVA: la gallina bionda ed altri animali da cortile alla fiera di Santa Caterina – Vitello tonnato. Pesche ripiene al cioccolato.
SERRAVALLE: la zucca nella vita: tradizione e cultura contadina – Tonno di coniglio. Torta di zucca.
4. INVERNO
REVIGNANO: andùma a viè (la veglia nella stalla) – Zabaglione al Moscato d’Asti. Bunèt della nonna.
CESSOLE: la castagna: raccolta, essiccatura e battitura – Frittelle salate alla campagnola.
VIARIGI: finalmente il rimedio alla filossera: l’innesto – Agnolotti alla moda di Viarigi conditi con sugo di arrosto.
CELLARENGO: il ciclo del legno: taglio, contrattazione e lavorazione – Tinche in carpione. Trippa calda con cipolle (biséca).
CANTARANA: “dai magnin alla ciapèta”: dall’antico mestiere di stagnino al carnevale Cantaranese – Cotechino con purea di ceci. Tomini elettrici (formaggio fresco di latte vaccino condito con salsa di prezzemolo, aglio, olio e peperoncino).
Per raggiungere agevolmente il Festival delle Sagre, sabato 8 e domenica 9 settembre, 16 treni tra Torino Porta Nuova e Asti, più un collegamento di ritorno da Asti per Alessandria in vista del Festival delle Sagre. A garantirli è Trenitalia, che ha deciso di venire incontro alle esigenze dei visitatori dell’evento consentendo loro un agevole rientro al termine della manifestazione.
Su richiesta dell’Agenzia Mobilità Piemontese, Trenitalia ha programmato diciassette treni straordinari.
* Fonte redazione www.notiziepiemonte.it

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Paolo Rachetto

Paolo Rachetto. Giornalista. Direttore Responsabile Notizie Piemonte

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