GAM TORINO. IN MOSTRA «I MACCHIAIOLI». ARTE ITALIANA VERSO LA MODERNITA’

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Dal 26 ottobre al 24 marzo 2019, alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea. «Arte italiana verso la modernità». A cura di: Cristina Acidini, Virginia Bertone Coordinamento tecnico-scientifico: Silvestra Bietoletti e Francesca Petrucci.
Una grande mostra sta per arrivare alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Dal 26 ottobre al 24 marzo marzo 2019, apre al pubblico «I Macchiaioli» – Arte italiana verso la modernità.
Lorenzo Gelati (1824 – 1895) L’Arno a San Niccolò con il bagno delle donne e panni stesi al sole, 1869 (con riprese post 1875) Olio su tela, cm 33 x 113 Fondazione CR Firenze Ph. Collezione d’Arte Fondazione CR Firenze

L’esposizione, è organizzata e promossa da Fondazione Torino Musei, GAM Torino e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE ed è a cura di Cristina Acidini e Virginia Bertone, con il coordinamento tecnico-scientifico di Silvestra Bietoletti e Francesca Petrucci.

La storia, gli antefatti, la nascita e la stagione iniziale e più felice della pittura macchiaiola, ovvero il periodo che va dalla sperimentazione degli anni cinquanta dell’Ottocento ai capolavori degli anni sessanta, saranno i protagonisti della mostra.
80 opere, provenienti dai più importanti musei italiani, enti e collezioni private, in un ricco racconto artistico sulla storia del movimento, dalle origini al 1870, con affascinanti confronti con i loro contemporanei italiani. L’esperienza dei pittori «Macchiaioli», ha costituito uno dei momenti più alti e significativi della volontà di rinnovamento dei linguaggi figurativi, divenuta prioritaria alla metà dell’Ottocento. Fu proprio a Firenze, che i giovani frequentatori del Caffè Michelangiolo misero a punto la «Macchia». Una coraggiosa sperimentazione, che porterà ad un’arte italiana «Moderna», che ebbe a Torino, nel maggio del 1861, la sua prima affermazione alla Promotrice delle Belle Arti. Negli anni della sua proclamazione a capitale del Regno d’Italia, la città visse una stagione di particolare fermento culturale. È proprio a questo periodo, nel 1863, che risale la nascita della collezione civica d’arte moderna, l’attuale GAM, che aveva il compito di documentare l’arte allora contemporanea. La prestigiosa collezione ottocentesca della GAM, favorisce un’inedita occasione di studio. In questa prospettiva un’attenzione particolare viene restituita ad Antonio Fontanesi, nel bicentenario della nascita, agli artisti piemontesi della Scuola di Rivara (Carlo Pittara, Ernesto Bertea, Federico Pastoris e Alfredo D’Andrade) e ai liguri della Scuola dei Grigi (Serafino De Avendaño, Ernesto Rayper), individuando nuovi e originali elementi di confronto con la pittura di Cristiano Banti, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Odoardo Borrani, protagonisti di questa cruciale stagione artistica.

Odoardo Borrani (1833 – 1905) Il 26 aprile 1859 in Firenze, 1861 Olio su tela, cm 75 x 58 Viareggio, Istituto Matteucci Ph. Istituto MatteucciPERCORSO ESPOSITIVO

Il percorso per il visitatore, inizia con il racconto della formazione dei protagonisti, necessario per far apprezzare a pieno il contributo innovativo dei «Macchiaioli» all’interno della storia dell’arte.In visione dalle opere di pittori e maestri accademici di gusto romantico o purista, come Giuseppe Bezzuoli, Luigi Mussini, Enrico Pollastrini, Antonio Ciseri, Stefano Ussi, ai giovani futuri macchiaioli come Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Cristiano Banti, Odoardo Borrani. Attraverso il confronto delle opere sarà evidenziata la loro educazione tradizionale, rispettosa dei grandi esempi rinascimentali.

Seguono, una serie di opere scelte alle prime Promotrici di Belle Arti e alla prima Esposizione nazionale di Firenze del 1861. Sullo sfondo è la visita all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1855, che fu un avvenimento decisivo per i giovani macchiaioli, suscitando grande curiosità ed emulazione nei confronti della nuova visione cosidetta oggettiva e diretta. In questa cornice, sarà presentato al pubblico il dialogo, che sospinse alcuni artisti tra Piemonte, Liguria e Toscana a condurre le ricerche sul vero. Furono anni di sperimentazione in cui le ricerche sul colore-luce, condotte en plein air, crearono un comune denominatore tra pittori legati in gruppi e cenacoli, di cui l’esempio più noto fu quello dei Macchiaioli toscani.
Si affronta a seguire la sperimentazione della macchia, applicata al rinnovamento dei soggetti storici e di paesaggio, con opere degli anni Cinquanta e dei primi Sessanta, durante i quali talvolta gli amici si trovavano vicini a dipingere lo stesso soggetto da angolature di poco variate, così da evidenziare il loro percorso comune e il proficuo dialogo intessuto in quegli anni di profondi mutamenti non solo artistici, ma politici e culturali in senso ampio.
Nella quarta sezione, si propongono le scelte figurative dei macchiaioli dall’Unità d’Italia a Firenze capitale e gli ambienti in cui maturò il linguaggio macchiaiolo: dalle movimentate estati trascorse a Castiglioncello, nella tenuta di Martelli, ai più pacati pomeriggi autunnali e primaverili a Piagentina, nell’immediata periferia fiorentina, ove gli artisti si erano ritirati a lavorare al riparo dalle trasformazioni della Firenze moderna, accentuate dal 1865 dal suo ruolo di capitale dell’Italia unita.
L’ultimo capitolo del viaggio affianca alle opere l’esperienza cruciale di due riviste: il «Gazzettino delle Arti del Disegno», pubblicata a Firenze nel 1867, e l’«Arte in Italia», fondata due anni dopo a Torino e che accompagna le vicende artistiche italiane sino al 1873. Sulle colonne del «Gazzettino» Martelli, Signorini e altri critici, presentano il loro sensibile e acuto spirito di lettura nei confronti delle espressioni contemporanee europee e la consapevolezza di una ulteriore svolta evolutiva della pittura, che si lascia alle spalle il pur glorioso linguaggio della macchia, che, a quel punto, mostrava di aver compiuto il suo ruolo innovatore. Un impegno sul fronte della critica destinato idealmente a proseguire sul mensile «L’arte in Italia», rivista che contribuì al rinnovamento dell’ambiente artistico piemontese con personalità come Giovanni Camerana, tra i più lucidi sostenitori delle ricerche sul vero condotte da Fontanesi e dalla Scuola di Rivara. Ciò che la mostra restituisce è quindi l’occasione non solo per ammirare capolavori assoluti della pittura macchiaiola, ma permetterne una migliore comprensione sottolineando il dialogo che ha unito gli artisti di varie parti d’Italia nella ricerca tesa alla modernità.
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea,
Via Magenta, 31 Torino
Dal 26 ottobre 2018 al 24 marzo 2019
I MACCHIAIOLI
ORARI Da martedì a domenica: 10 – 18. Lunedì chiuso Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
BIGLIETTI Intero € 13,00 | Ridotto € 11,00.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
SINGOLI E GRUPPI www.ticketone.it
Call center e info line: 011/08.81.178 mail: gruppiescuole@tosc.it (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 sabato dalle 9.00 alle 13.00)
www.ticket24ore.it Call center e info line: 011/2178540 (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17).

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Paolo Rachetto

Paolo Rachetto. Giornalista. Direttore Responsabile Notizie Piemonte

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