Dalla conferenza stampa di Luciano Spalletti al termine di Juventus Cagliari
APPROCCIO TIMIDO,VLAHOVIC? CI MANCHERÀ PER UN PO’
( di Massimiliano Fantasia).
Un Luciano Spalletti sereno si è presentato in sala stampa a fine partita per analizzare la partita e rispondere alle domande dei giornalisti più interessati forse alla situazione relativa a Vlahovic e a come potrà fare a sostituire il giocatore adesso che la Juve dovrà affrontare di fila Napoli e Bologna fuori e Roma in casa senza dimenticare la Champions League e l’esordio in Coppa Italia martedì sera contro l’Udinese a Torino ma vediamo cosa ha dichiarato Spalletti…Buona sera mister,comincerei con l analisi della partita, come  ha visto la sua squadra ?                           «L’approccio è stato timido, c’è poco da fare. Poi man mano che si provava a  prendere in mano la situazioni il pubblico ha rumoreggiato e noi subiamo parecchio quell’effetto lì. Poi dopo il gol diventa facile reagire e han reagito come le persone normali. Son stati bravi a fare gol, senza cose eccezionali. Nel secondo tempo meglio, facendo anche quello che si vuole andare a cercare, non essendo troppo scolastici nelle giocate. Ma se non concretizzi le occasioni, gli avversari ti tirano due volte, vengono a fare due mischie in area…Poi loro son bravi a fare questo gioco. Non benissimo ma alcune cose bene».
Come sta Vlahovic? Pensa sia un problema serio?
«È stirato, si è fatto male, non ci sarà diverso tempo».
David? Fatica parecchio,la davanti sembra confusionario non proprio quell attaccante che servirebbe adesso.  «Secondo me lui ha avuto una reazione con la squadra, ha palleggiato, ha legato benissimo. Tecnicamente è molto pulito, quando gli si butta palla addosso la sa gestire insieme alla squadra. Ha possibilità di star dentro il collettivo nel palleggio. Poi è stato meno bravo laggiù. Ci son stati diversi palloni in area rimasti in mezzo sempre, pur avendo in alcuni momenti la superiorità numerica. Non abbiamo fatto la scelta più felice».
Ma lei lo vede sereno?                       «Penso di sì, non sarà mica troppo sereno?! Lui arriva tranquillissimo. Ha un equilibrio importante come persona, ma io non posso promettere a tutti di farli giocare 90′. Ma cerco di metterli in condizioni ottimali. Openda era ancora un po’ affaticato. Si viene da una partita difficile noi…Non ci ha vinto mai nessuno. Non ci siamo fatti schiacciare, l’abbiamo portata a casa. Si parte mezz’ora più tardi, aspettare il momento. Si dice ‘Voi guadagnate soldi’, ma si fa fatica anche noi. Oggi buona partita: inizio timido, poi però son contento della prestazione. Scherzando a qualcuno ho rovesciato la bottiglietta in testa per far capire che abbiamo vinto».
Questo Yildiz ?                                     «Prima lo guardavo da fuori e sentivo dire da fuori quello che si diceva, ora da dentro le vedo e sento tutte. Una volta fa la giocata dentro da seconda punta, poi piglia e va sulla bandierina, poi va dove gli pare. È più bravo di quello che gli dico. Decide lui quando stare dentro e quando fuori. Quelli che lo commentano sono all oscuro di quello che può ancora  dare alla squadra voi dite che deve giocare sottopunta. Io lo metto un po’ di qui e un po’ di là e poi raccatto. Se sta un po’ più dentro poi è più vicino alla porta. Vorrei questo da lui, ma lì trovi più angusto, ci sono spazi stretti, i raddoppi dei centrocampisti. Più aperto ti salta l’uomo e va a far gol, ma è più difficile far gol. Bisogna far pendere la percentuale da quella parte lì, mi garberebbe che stesse più centrale. Appena tira, anche in allenamento, suonano le campane din don».
Openda? David? Chi può essere in grado di sostituire un giocatore come Vlahovic? «Al di là che si ha altre soluzioni. L’analisi è chiara e facile: tutti e due sono attaccanti centrali. David potrebbe essere più seconda punta perché più capace a relazionare con la squadra, poi perché più bravo nell’attaccare gli spazi è il contrario. Uno è da inserimento, profondità, velocità e andare a sbattere sulla linea di fondo. L’altro è più da palleggio e più pulito da palleggio. Sono tutti e due bravi a far gol poi. Ci sono i livelli, c’entra il carattere, sono tutti e due bravi ragazzi. Li abbraccio volentieri perché necessitano di questo. Ci vorrebbero due/tre gol di fila così da prendere più sicurezza in sé stessi e poter quindi  trovare più tranquillita’ Ma nel calcio bisogna anche guadagnare e a volte riuscire anche da soli a trovare la strada. Una volta che uno ha guadagnato questo, assume quella postura lì. Tutti hanno dubbi come è normale,sono solo loro quelli che possono toglierli. Devi avere quella faccettina di caz*o, gli altri altrimenti si accorgono che sei timido e ti danno schiaffi».