• (Marco Rubini)
    Puzzle completato?
    Sensazione strana quella che ci porterebbe ad azzardare già adesso, un bilancio del
    mercato estivo con ancora ben 26 giorni di trattative davanti.
    Eppure navigando sul web tra testate più o meno specializzate o qualificate, si leggono
    giudizi, voti, bilanci quando in effetti parrebbe prematuro stilarli.
    Le squadre vengono suddivise tra “potenziate” ed “indebolite”, oppure, dal lato
    squisitamente finanziario, “arricchite” e “dissanguate”, il tutto corredato da giudizi più o
    meno tranchant sull’operato dei rispettivi dirigenti, presidenti e direttori sportivi.
    Non manca come contorno l’impeto emozionale delle tifoserie, da sempre spaccate e
    belligeranti tra loro nel definirsi “aziendalisti” o “veri tifosi” con conseguenti giustificazioni a
    360 gradi sulle scelte operate dalle Società da parte dei primi che inevitabilmente si
    contrappongono al pessimismo cosmico ed alla critica gratuita persistente ed unilaterale
    dei secondi, i quali avrebbero da lagnarsi pur con una rosa della caratura che può vantare
    il PSG.
    Dato che ci riteniamo tifosi “veri” ed “equilibrati” ci siamo prefissati di dare un giudizio
    definitivo e ponderato all’indomani del primo settembre prossimo data di chiusura della
    lunghissima e snervante sessione estiva del mercato pallonaro.
    Inevitabilmente però ci facciamo un’idea passo, passo durante la composizione di questo
    puzzle che la società Juventus sta faticosamente cercando di completare nel più
    soddisfacente dei modi.
    Perché faticosamente? Perché trovare il giusto compromesso tra le necessità di rinforzarsi
    dal punto di vista tecnico/tattico, tenendo in considerazione le indicazioni del proprio
    allenatore, il ferreo rispetto del bilancio che prevede il traguardo del pareggio dello stesso
    al 30/06/2024, i rifiuti al cambiare casacca dei giocatori ormai totalmente inutili alla causa
    che non trovando alternative al loro contratto troppo oneroso se paragonato alle
    sporadiche prestazioni pedatorie delle quali sono stati protagonisti non certo in positivo,
    puntano i piedi a costo di rischiare veramente di stare in tribuna come spettatori non
    paganti per una o più stagioni, è impresa titanica e lo sarebbe anche per il Big Luciano di
    nostalgica memoria.
    Teniamo in considerazione il caso peculiare della Juventus poi, Società che non ha
    ancora, o ancora voluto, rimpiazzare nella nevralgica casella dell’organigramma aziendale
    un Direttore Area sportiva dall’addio di Beppe Marotta ormai quattro anni or sono.
    Le conseguenze sono facilmente prevedibili per i movimenti di mercato, con l’unica ancora
    di salvezza che persiste per la nostra tanto amata Juventus; dalla sentenza Bosman in poi
    l’ago della bilancia nelle trattative l’ha fatta sempre la volontà del giocatore e, che piaccia o
    meno ai detrattori della fidanzata d’Italia, il richiamo dei colori bianconeri ha sempre avuto
    ed ha tutt’ora un fascino a volte irresistibile per i milionari pallonari d’Europa e del mondo.
    I casi più eclatanti tra i recentissimi, quelli di Chiesa, Locatelli, Pogba, Vlahovic.
    Ci ritroviamo quindi ad affrontare l’ultimo periodo di trattative con rinforzi già acquisiti ed
    altri in fase di definizione tra i quali vale la pena citare il centrocampista offensivo mancino
    Kostic ed il regista Paredes in uscita dal PSG.
    Un puzzle completato o per lo meno in fase di definizione che potrebbe ancora essere
    impreziosito dallo scossone finale, rappresentato dalla ciliegina sulla torta, ovvero il forte
    centrocampista serbo laziale Savic trequartista abile in entrambe le fasi con il vizio del
    goal.
    Rimarremmo sempre con l’atavica ed incancrenita deficienza sulla fascia sinistra della
    difesa e con la forte speranza che il valido Gatti riesca a togliere finalmente il posto ad un
    Bonucci che sta finendo la carriera nel più anonimo e patetico modo possibile ma che
    continua a galleggiare con tanto di fascia da capitano grazie ad un’insueta gerarchia che
    vige da troppo tempo nello spogliatoio juventino e che sarebbe più consona ad apparati
    statali o militari che alla gestione di una società sportiva calcistica: l’anzianità che fa grado!
    Non ci resta che attendere gli ultimi sviluppi delle trattative in itinere, le ultime
    importantissime volontà dei singoli giocatori e gli ultimi esercizi acrobatici dei nostri
    dirigenti per eliminare quelle cariatidi milionarie che da troppe stagioni stanno realmente
    legando le mani a chi potrebbe muoversi con maggiore destrezza nel panorama del
    mercato europeo.
    Appuntamento quindi al primo di settembre dopo le ore venti per valutare in modo
    definitivo l’operato della Società che fino adesso ha dimostrato di avere un progetto di
    rinforzo, sicuramente condiviso con l’allenatore, per ringiovanire, rinnovare e soprattutto
    rinforzare la rosa che, nel centesimo anno di proprietà della famiglia Agnelli non deve
    permettersi assolutamente di ripetere la stagione incolore e fallimentare della scorsa
    appena conclusasi.
    (Marco Rubini)