Il punto sul calcio mercato Juve

In principio fu il logo, poi venne il turno della maglia, infine è cambiato anche il motto societario. Ma cosa è cambiato con l’arrivo di De Ligt? Ora che iniziano a circolare in rete “profetiche” frasi di Agnelli che nel 2013 prometteva di arrivare a campioni del calibro di Cristiano Ronaldo nel giro di 5 anni, promessa mantenuta lo scorso anno, e che poi si sarebbe passati a prenderli 20enni i top player.


Detto fatto, ieri è arrivato De Ligt, 19 anni, capitano dell’Ajax, pilastro della nazionale olandese, e probabile predestinato tra i difensori centrali a livello mondiale. Cosa cambia questo modo di pensare della Vecchia Signora? Probabilmente nulla, probabilmente tutto (nel modo di essere percepiti mediaticamente e non).

Già, perché se qualche tempo fa approcciare a un top player poteva sembrare un azzardo, in virtù di quel gap economico tra la Juve e le altre potenze europee, tuttora esistente, ora la Vecchia Signora ha dalla sua l’ipotetico gradimento di qualunque top player che si possa ritenere tale (vedi le voci su Neymar e il suo entourage).

L’averlo preso a 75 (+ oneri per 10,5) milioni di euro, pagabili in 5 esercizi, lascia presupporre (e quindi sognare) che qualcosa sia ancora in ballo. In questo senso, gli arrivi di Rabiot prima, e Ramsey poi (due parametri zero di lusso), non sembrano gli ultimi in un reparto che sembra già aver bollato come partenti Matuidi e Khedira. Se ora 27 giocatori in rosa sembrano tanti, andando via due pezzi da 90 (di esperienza), a breve potrebbero sembrare pochi. Tornano ora di moda i nomi di Isco e Pogba, visto che il “nostrano” Milinković-Savić pare vicinissimo al PSG.

Per il secondo si aspetta Raiola, già determinante per De Ligt, ma servirà qualcosa in più, lo United chiede solo cash, e tanto. 150 milioni. Isco in bianconero rovinerebbe invece i piani del Napoli. Come? Perché la partenza dello spagnolo provocherebbe nel Real ripensamenti sulla cessione di James Rodríguez. E per un’altra sessione di mercato la Juve, direttamente o meno, indebolirebbe un avversario conclamato nella corsa alla Serie A.

Ph. Giuliano Marchisciano / One + Nine Images