Buffon

Come un fulmine a ciel sereno, da ieri Gigi Buffon è ufficialmente un calciatore svincolato. Se tempo fa l’ex nazionale, ed ex Juventus, aveva detto che gli sarebbe piaciuto finire la carriera al Genoa, ora gli scenari sono completamente diversi.

Buffon: addio al PSG con futuro da identificare

All’ultima giornata di Serie A, quando l’Olimpico diceva addio a Daniele De Rossi, Francesco Totti, ora dirigente della Roma, approfittando della presenza dell’amico Buffon tra gli spalti, chiedeva al carrarese di proseguire la carriera coi giallorossi. Il portierone, gentilmente, declinava.

Ora che l’addio ai PSG non è solo un pettegolezzo, sono molti a farci un pensiero. In ordine sparso: Brescia, Lazio e Genoa (di cui Buffon, come avrete intuito dall’apertura, è tifoso). Se però i capitolini e la società ligure non si sono mossi, il Brescia ha avanzato una proposta ufficiale, ma l’ex parigino, ovviamente, ha preso tempo.

Scartata l’ipotesi Cina, che spesso trapela online. Il motivo? Semplicemente regolativo. Nel 2001 la federcalcio cinese, già alle prese con vari problemi, leggi calcioscommesse e scarso interesse del pubblico, decise di attrarre giocatori stranieri. Come? Il denaro ovviamente non era un problema. Ma per permettere la crescita del movimento dei portieri, il limite di 4 giocatori stranieri per squadra si applicava solo ai giocatori di movimenti. Ai portieri stranieri era invece del tutto vietato l’accesso. E ci avevano visto lungo, visti i 4 gol presi dal solo Brasile.

Più remunerative, e “stimolanti”, sarebbero le strade che lo porterebbero in Qatar o negli Stati Uniti, ma per un discorso familiare pare più attendibile la pista del ritorno in Serie A. E la Juventus? Per lui ha posto. Non però sul campo, che è quello che preme a Buffon. Nell’ultima stagione, per esempio, gli è stato stretto anche il ruolo di secondo di Areola, con appena 25 presenze raccolte tra tutte le competizioni. In questa ottica va visto il declino di una proposta di rinnovo, non siamo quindi davanti a un benservito, seppur nei fatti fosse destinato al portiere italiano un ruolo da poco più che comparsa, più un mentore per Areola (o di chi per lui difenderà con la titolarità i pali della porta parigina). Una cosa che, a un mito come Buffon, non poteva fare ovviamente piacere.

Ph. Giuliano Marchisciano / One + Nine Images