Accoglienza infernale per Dusan Vlahovic al suo ritorno da ” nemico ” in quel di Firenze per la semifinale di andata della coppa Italia. A distanza di un mese e mezzo dalla sua partenza, è tornato al Franchi con la maglia più odiata dai tifosi fiorentini: quella della Juventus; difficile digerire per il popolo viola il suo passaggio proprio ai bianconeri.

Come da copione l’accoglienza è stata a dir poco incandescente; al suo ingresso in campo è stato sommerso dai fischi di 10000 fischietti distribuiti per l’occasione ai tifosi, ma purtroppo a questi, sono seguiti insulti anche di matrice razzista, infatti al serbo è stato gridato all’interno dello stadio del capoluogo toscano:  “sei uno zingaro”, oltre al grido ” buffone, buffone”. Purtroppo l’appello della società viola ad evitare cori razzisti e discriminatori, è caduto nel vuoto, grazie alla grande intelligenza del popolo viola.

Ma se qualcuno si aspettava di intimorire Vlahovic e spaventarlo, è rimasto deluso; il ragazzo non ha fatto una piega, si è riscaldato con grande intensità circondato dai suoi compagni quasi come a volerlo proteggere, non ha abbassato lo sguardo e guardato verso gli spalti ha ripreso ad allenarsi con più veemenza quasi a sottolineare che a lui dei fischi e degli insulti poco importava.

La reazione del serbo, è stata quella di un grande campione e di un grande professionista che di certo non si lascia intimorire da persone che definire tali è un eufemismo.