• (MARCO RUBINI)
    Il calcio mercato vissuto dal tifoso juventino
    Oggi, primo luglio, è ufficialmente iniziato il calcio mercato, che si concluderà esattamente
    tra due mesi, il primo di settembre.
    Due mesi ultra concentrati di notizie, bufale, illazioni che, mediamente, vengono
    formalmente confermate per una percentuale che si aggira sul 5%. Un periodo da molti
    tifosi atteso con spasmo ed illusioni, affrontato molto spesso con rabbia verso la Società
    quando sfumano i sogni velleitari di annoverare tra le proprie fila campioni di fama
    mondiale, oppure, in modo diametralmente opposto vissuto con estasi osannando
    dirigenza e proprietà nella fremente attesa di vedere i nuovi beniamini indossare la
    gloriosa maglia bianconera e le più rosee aspettative vengono concretizzate!
    Due mesi che personalmente detesto! Sì, avete capito bene, DETESTO!
    Anni addietro andavo alla ricerca frenetica del sito più affidabile dei twitt degli addetti ai
    lavori più qualificati, delle testate storiche maggiormente qualificate. Da qualche stagione
    mi sono stancato veramente; stancato come conoscitore di calcio in quanto per
    esperienza diretta ed indiretta soprattutto osservando le sessioni estive del calcio mercato
    delle squadre più blasonate in Europa (PSG – Manchester City), l’album delle figurine
    Panini, vale a dire la collezione di campioni affermati non corrisponde necessariamente ai
    risultati sul campo e stancato di auto illudermi (ultima volta con l’ingaggio a sorpresa di
    CR7) che un paio di giocatori nuovi e strapagati tra cartellino ed ingaggio possano
    automaticamente fare una differenza sostanziale durante la stagione immediatamente
    successiva.
    Ritengo viceversa che il progetto, nel caso particolare della Juventus di oggi debba
    passare per una minuziosa ricostruzione graduale di una squadra ben assortita da un
    campione conclamato per reparto, sui trent’anni, con esperienza internazionale e giovani
    di età tra i 24 e 26 anni. Una miscellanea quindi che deve però essere amalgamata da un
    vero allenatore con esperienza e caratura internazionale che sappia plasmare la rosa pe
    renderla coesa e duttile a seconda dell’avversario che si trova partita dopo partita.
    E qui ahimè per noi tifosi bianconeri ci dobbiamo scontrare con due realtà ineluttabili:
    – la scelta della proprietà/presidenza di un ritorno che più che di fiamma sa di
    minestra riscaldata, un allenatore cioè sorpassato, che propone un calcio
    tramontato da decenni in Europa e che darà risultati solo a livello nazionale;
    – la posizione ormai “secolare” della Famiglia da sempre proprietaria della Juventus
    che non più tardi di un paio di mesi fa ha ribadito filosofia e mentalità sabauda, per
    bocca del nostro Presidente il quale ha confermato con decisione come a parer sua
    sia molto più gratificante una vittoria di un torneo che si sviluppa su nove / dieci
    mesi solari e che consacra una vincitrice a livello nazionale piuttosto che trionfare a
    livello europeo per un episodio fortunoso che in soli venti minuti o ti elimina
    crudelmente dalla competizione oppure ti consacra magari in modo immeritato al
    vertice del calcio europeo e spesso, mondiale.
  • Tant’è! Per quanto sopra esposto non posso che accostarmi al mercato con la sensazione
    che il famoso “Progetto” sia imperniato sempre, come da anni, per ripetersi tra i confini
    nazionali come società più titolata; un’ambizione che non mi trova sintonizzato per nulla su
    queste che considero aspirazioni “provinciali” se paragonate a quanto programmato da
    Real Madrid, Liverpool, Barcellona e soprattutto Bayern Monaco.
    Non può che risultarne un mio atteggiamento molto distaccato, una lettura superficiale
    degli obiettivi di mercato o presunti tali della Juventus, in quanto corroborati da una linea di
    fondo che viene dettata dall’allenatore più sopravvalutato del calcio italiano che ha vinto,
    esclusivamente in Italia, sfruttando il lavoro del suo predecessore e una squadra che era
    nettamente più forte nei singoli di qualsiasi altra compagine italiana concorrente.
    Molti di voi, amici e tifosi zebrati, lo so benissimo, non vivranno questi due mesi come il
    sottoscritto, ma si invoglieranno nel farsi trasportare emotivamente dalla speranza di certe
    illazioni, magari sapendo pure in cuor loro che non si concretizzeranno mai. E tutte le
    estati le vivrete così, dibattendo se serve più un Savic o un Neymar, un Pogba o un
    Bremer, un Di Maria o un Gatti come nuovo De Ligt e così via. Quale soluzione sarà più
    funzionale per la ricostruzione?
    Tutto legittimo, tutto comprensibile, salvo il trasporto emotivo da un estremo all’altro; bravo
    Arrivabene quando discerne certi atteggiamenti di Dybala & C, procuratori compresi,
    pessima però la Società se non ingaggia il nome eclatante da convincere tutti a
    sottoscrivere abbonamenti dai prezzi folli allo Stadium! Mettetevi d’accordo con voi stessi.
    Cosa ci aspettiamo dalla nostra Proprietà? Spiegato ampiamente sopra, quindi, sediamoci
    sulla riva del fiume e facciamo come il cinese di turno…aspettiamo! Non illudiamoci
    vanamente, la ricostruzione dovrà ripartire dalla difesa cioè il reparto più “caro” al nostro
    mister, un mister che non resisterà alla tentazione di provare a trasformare un Di Maria in
    un Mandzukic. Siamo sempre lì purtroppo, ogni acquisto sarà ponderato tra esigenze di
    budget e richieste “tecniche” di Allegri.
    Altri i tempi quelli della Triade capace di mettere in pratica le richieste del compianto
    Umberto Agnelli, VV, che stava per..Vendere e..Vincere! E ci riuscirono pure, aprendo un
    ciclo che chissà per quanto tempo ancora sarà ricordato il più glorioso della Storia
    juventina.
    Concludendo, non posso che augurarvi di vivere i prossimi due mesi con la passionalità
    che più vi aggrada, con l’entusiasmo ed il trasporto che ritenete maggiormente gratificanti,
    fate il vostro gioco come quando entrate (se mai entrate o siete entrati) in un casinò, ma
    fatelo con equilibrio! Questo è il mio consiglio, come quando ci siede al tavolo verde o
    davanti alla roulette! Perché se la Società avrà operato bene sarà solo il rettangolo di
    gioco a giudicarlo con i risultati di fine maggio 2023.
    Ad Maiora Juventus!
    Modane, lì 01/07/2022
    Marco Rubini