(di Massimiliano Fantasia).
CIAO ERNESTO.         
È morto questa mattina in una clinica vicino a Torino Ernesto Castano, aveva 83 anni. Era nato a Cinisello Balsamo il 2/05/1939.Inizia a giocare nella Balsamese prima di essere ceduto a soli 17 anni al Legnano tra i cadetti dove si metterà in mostra molto presto. L’anno seguente si trasferisce alla Triestina con cui vince il campionato di serie B. Alla Juventus arriva nel 1958 allenatore Tebaldo Depetrini. Fa il suo esordio il 23/11, a Bari dove deve sostituire Rino Ferrario che infortunato è rimasto a casa, al suo fianco gioca Luigi Fuin ma i due non sembrano molto adatti per giocare insieme così nella ripresa Depetrini accentra Corradi ad affiancare Castano, la partita finisce 1-1 al goal di Bredesen replica Boniperti. Stopper libero terzino, la sua duttilità in un calcio che stava iniziando a porre sempre maggiore attenzione anche al sistema difensivo, ne fanno in pratica uno dei precursori di quella che è stata l’evoluzione  del ruolo di difensore. Fisicamente prestante, possedeva un ottimo senso della posizione bravo in marcatura dava sicurezza all’intero pacchetto arretrato che comandava con grande mestiere. Carattere di acciaio e ginocchia di cristallo, questo è quello che Umberto Agnelli diceva di lui. In carriera ha dovuto convivere con infortuni di ogni natura tra questi l esportazione di tre menischi in un epoca dove la medicina sportiva era ancora all inizio e un infortunio di tale natura spesso poteva voler dire non poter più scendere in campo. In bianconero conta 340 gettoni di presenza e ha segnato 3 reti realizzate tra l’altro tutte al Comunale di Torino. In dodici anni ha vinto tre scudetti e altrettante coppe Italia indossando la fascia di capitano in ben 125 occasioni. In Nazionale malgrado abbia giocato solamente 7 partite, ha fatto parte della squadra che nel 1968 si è laureata campione d’Europa. Ha esordito in azzurro il 29/11/59 a Firenze in una partita contro l’Ungheria ,in occasione degli europei scese in campo in tre occasioni ,contro la Bulgaria ai quarti di finale, contro l’Unione Sovietica in semifinale e nella prima delle due finali. Nel estate del 1970 si trasferisce al LR Vicenza. Castano ha chiuso la stagione con qualche acciacco e decide di rinunciare alle vacanze per lavorare duramente e presentarsi nelle migliori condizioni possibili in ritiro. Nelle stesse condizioni gli amici Menichelli, nel frattempo passato al Brescia, e Rinero che decideranno di fare altrettanto. Ma la realtà è un altra e ben presto Castano non potrà far altro che affrontarla a testa alta e petto in fuori come aveva sempre fatto in campo. Lavorare per lui è sempre più difficile senza contare i dolori con cui è costretto a convivere quotidianamente così arriva il giorno che lo vede costretto a prendere  la decisione di lasciare il calcio giocato, aveva solo 31 anni. Terminata la carriera di calciatore, vivrà una breve esperienza come allenatore guidando la primavera della Juventus ma quello di insegnare non è un lavoro che gli riesce bene così dopo aver riflettuto a lungo si allontanerà definitivamente dal mondo del calcio che continuerà a seguire più soltanto da appassionato. Era malato da tempo, dal età di 72 anni conviveva con una grande forma di demenza senile che ben presto si era trasformata in Alzheimer. Il circolo del golf, qualche partita con l’amico Garzena, tutte cose che i primi anni  avevano aiutano Castano a tenere  lontano il pensiero della malattia. Ma negli ultimi tre anni non usciva più di casa vivendo nel amore della moglie e dei suoi due figli che hanno cercato di stargli vicino fino all’ ultimo. I funerali si terranno il giorno 7 gennaio alle ore 14 presso la Chiesa di Santa Maria della Scala a Moncalieri. Ciao Ernesto