Post Partita Gianluca Feo         Pagelle Generoso Petrillo

(GIAN LUCA FEO)

UN PUNTO PER UNO CHE NON SERVE A NESSUNO…!!!!!

Nel posticipo serale dell’Epifania , valevole per la ventesima giornata di campionato, prima di ritorno, si affrontano all’Allianz Stadium, per via del calendario asimmetrico, Juventus e Napoli in un’atmosfera molto simile a quella famosa partita non giocata del 4 ottobre 2020 ma stavolta non ci sono scuse e si scende regolarmente in campo, e come preannunciato ieri da Allegri in conferenza stampa, sarà una partita da non sottovalutare, da preparare soprattutto sotto l’aspetto mentale mantenendo la concentrazione esclusivamente al campo evitando di farsi distrarre dalle solite polemiche alimentate ad hoc prima di ogni big match della Juve.

I bianconeri si schierano con un 4-3-3 già visto in diverse partite quest’anno ma riproposto questa sera con degli interpreti diversi per via delle numerose assenze tra infortuni e casi covid; i partenopei si schierano, al di là delle consuete lamentele, con 8/11 della formazione che affrontò prima della sosta natalizia lo Spezia con il collaudato 4-2-3-1.

Partono bene i bianconeri che in avvio mettono subito pressione al Napoli creando un paio di pericoli prima con Chiesa la cui conclusione viene messa in angolo da un difensore napoletano; dal susseguente corner occasionissima per McKennie che di testa salta indisturbato al minuto 5, ma la palla ben indirizzata esce a fil di palo con l’Americano che si dispera per l’occasione sprecata.

Juventus padrona del campo nei primi 15’ con il Napoli tutto chiuso nella propria metà campo e pronto comunque a sfruttare qualche ripartenza ed iniziando a mettere un po’ di apprensione alla nostra retroguardia, comunque molto compatta e stretta nelle marcature e nelle coperture.

Ma inaspettatamente al 23’ il Napoli passa in vantaggio con Mertens sugli sviluppi di un’azione nata da una triangolazione tra Insigne e Zielinsky che appoggia per il belga che di prima intenzione fulmina Szczesny.

La Juve accusa il colpo, tenta una timida reazione che però non produce alcuna palla gol evidente a dimostrazione che il problema atavico della mancanza di gol e di chi soprattutto la mette dentro, resta un dato di fatto a cui si spera la dirigenza ponga rimedio nella sessione invernale di calcio mercato.

Si arriva così al 38’ dove i partenopei costruiscono un’altra occasionissima con Zielinsky che incredibilmente  lasciato solo ed indisturbato al limite dell’area lascia partire un gran tiro che Szczesny sventa con un grande intervento in calcio d’angolo, tenendo di fatto la Juve in partita e Napoli che prende ulteriormente coraggio stazionando fino alla fine del primo tempo nella nostra metà campo, dimostrando con i suoi uomini chiave, di avere una buona personalità e consapevolezza nei propri mezzi e che va vicinissimo al raddoppio a seguito di un calcio piazzato di Mertens, per fallo di Cuadrado su Demme lanciato in campo aperto sugli sviluppi di un calcio d’angolo a nostro favore, che sibila di un soffio alla sinistra di Szczesny.

Si chiude qui la prima frazione di gioco dove si è vista la solita Juve a due facce; partita bene, sviluppando una manovra avvolgente ma poco concreta e punita alla prima occasione creata dall’avversario di turno.

Si parte nella ripresa sperando che la squadra si scuota e che Mister Allegri sappia dare le giuste motivazioni ai suoi e trovare le giuste soluzioni per ribaltare il risultato della partita.

Juve che parte un po’ timida e poco convinta ma improvvisamente al minuto 54 un lampo nella notte di Torino: lancio millimetrico di Cuadrado per McKennie che crossa per Morata ma la difesa del Napoli respinge corto; Federico Chiesa si avventa sul pallone e calcia in porta trovando una deviazione che mette fuori causa l’incolpevole Ospina…E’ 1-1 ora…e la Juve sulle ali del ritrovato entusiasmo sembra accorciare i tempi di giocata per mettere pressione agli uomini di Domenichini che comunque ben messi in campo tengono botta alle sortite dei padroni di casa.

Doppio cambio per la Juve al minuto 65 con Dybala che prende il posto di Bernardeschi, buona la sua prova anche stasera, per dare sicuramente più verve all’attacco soprattutto negli ultimi 25 metri e la Joya si rende subito pericoloso con un tiro dalla distanza parato con non poche difficoltà da Ospina e con Bentancur che sostituisce l’evanescente Rabiot.

Partita che entra nel momento decisivo ed Allegri effettua un altro doppio cambi: Kean per uno spento Morata e De Sciglio per l’ormai demotivato Alex Sandro che si conferma anche questa sera uno dei peggiori dei nostri.

Primo cambio anche per il Napoli che al 76’ sostituisce Politano con Elmas e partita che viaggia ormai nell’ultimo quarto d’ora dove le due squadre sembrano rifiatare un attimo ed Allegri al minuto ottantuno si gioca il suo ultimo slot con Kulusevsky che prende il posto del rientrante Chiesa autore di una buona prova al di là del gol del pareggio realizzato.

Si arriva così negli ultimi cinque minuti dove Ghoulam si fa ammonire per un’entrata troppo irruenta su Cuadrado e Napoli che sostituisce al minuto 89 Mertens con Petagna più che altro per spezzare i ritmi gara seppur lenti.

Saranno 5 i minuti di recupero che iniziano con il Napoli che sostituisce Lobotka con Zanoli al 92’ e la Juve che batte un corner che non sortisce alcun pericolo per i partenopei e successivamente al 94’ Kean manda alto un colpo di testa da posizione invitante sprecando così una potenziale palla gol.

Come il Napoli a fine primo tempo ora è la Juve al 95’ che usufruisce di un calcio piazzato dai 25 metri calciato da Dybala deviato dalla barriera in corner, angolo che non verrà battuto perché il direttore di gara mette fine alle ostilità decretando con il triplice fischio la fine della partita con Dybala che si prende un giallo per le veementi proteste nei confronti del Sig. Sozza reo di non aver fatto battere il corner a tempo scaduto.

Sostanzialmente è stata una partita equilibrata ed il risultato espresso dal campo è più che giusto. Il Napoli nonostante le numerose assenze è venuto a fare la sua partita con personalità, dimostrando di meritare la posizione in classifica che attualmente occupa mentre per la Juve ennesimo passo indietro in termini di risultato e squadra che tutto sommato crea ma non concretizza le palle gol che costruisce mostrando il solito atteggiamento rinunciatario e troppo passivo dopo aver agguantato il pareggio, con dei cambi poco sensati e con la sensazione di non aver quegli stimoli giusti per mordere la gara, aggredire l’avversario, con quella voglia di vincere la partita che una squadra come la Juve ha sempre avuto ma che sembra aver smarrito.

Fallisce sul nascere quindi il tanto paventato filotto auspicato da Allegri ma la testa deve guardare già al prossimo impegno di domenica prossima che ci vedrà di scena all’Olimpico contro una Roma reduce dalla batosta di San Siro contro il Milan questo pomeriggio e che sicuramente vorrà riscattarsi e ci attenderà con il dente avvelenato.

#finoallafineforzajuventus #occhiditigre

#signoramiacalcionews

(Generoso Petrillo)

LE PAGELLE

Szczesny 6.5: partita attenta la sua fondamentalmente, bravissimo a volare con la mano di richiamo ed evitare il potenziale goal di Zielinski. Sulla rete dello svantaggio non ha colpe anzi, fa di tutto per pararlo, quasi riuscendoci.

Cuadrado 6.5: salta spesso l’uomo e fa a botte con Insigne, oltre a dare una mano in fase di recupero. Purtroppo la compattezza difensiva del Napoli gli impedisce di andare sovente al cross come è solito fare. Ci prova in un’occasione del primo tempo facendo uno stop magistrale, ma la conclusione ahinoi non è degna del suo nome.

Rugani 6: partita condotta con encomiabile attenzione e soprattutto bravo nelle diagonali difensive. Si coordina abbastanza bene con De Ligt. Il goal subito è purtroppo derivata dalla complicità globale di marcature difensive sbagliate.

De Ligt 6: anche per lui gara sostanzialmente sufficiente anche se va elogiato l’anticipo pericoloso durante il secondo tempo all’interno di una mischia in area in cui il Napoli avrebbe potuto far male ed innesca un importante contropiede. Un piccolo richiamo nell’occasione del goal subito: contesta a Szczesny di deviare il tiro impedendogli di respingerlo, ma ha torto perché se il difensore si sente fortemente sicuro di piazzarsi sul palo e respingere il pallone dovrebbe urlarlo al portiere e fargli capire il suo piazzamento, mentre l’olandese dà tutto per scontato.

Alex Sandro 5: sempre lo stesso copione: inesistente, senza senso, inerme, inconcludente. Non incide in nessunissima occasione della gara, così come sempre!

Rabiot 5: stesso discorso che riguarda Alex Sandro.

McKennie 6.5: ottime interdizioni in mezzo al campo, bravissimo negli anticipi, quasi sfiora il goal di testa nel primo tempo sull’episodio di calcio d’angolo. In netto miglioramento nel rendimento. Desideriamo vedere al più presto il Mckennie che va in rete.

Locatelli 6: molto impreciso nei passaggi, specialmente nelle palle orizzontali. Buone interdizioni con Morata, ma sicuramente da lui ci aspettiamo di più. Purtroppo da solo questo giocatore non può assumersi la responsabilità di guidare un centrocampo, se non affiancato da un giocatore di caratura elevata che ne migliorerebbe le prestazioni.

(21′ st Bentancur 6): nulla di rilevante da segnalare, se non l’abilità di controllo e qualità nell’aggressione dei palloni.

Chiesa 7: la nostra chiesa al centro del villaggio. Corre per 80 minuti polverizzando letteralmente la sua fascia di competenza. Le iniziative degne di nota sono ormai quasi sempre sue. In altre potenziali occasioni da rete avrebbe potuto fare meglio in termini di finalizzazione, ma era notevolmente e comprensibilmente stanco, specialmente se consideriamo il suo lungo stop.

 (36′ st Kulusevski sv)

Morata 6-: sprazzi di elegante gioco si intravedono, ma la fatica a finalizzare sotto porta è sempre la stessa.

(30′ st Kean sv),

Bernardeschi 7+: decisamente il migliore in campo. Un peccato vero che sia uscito. Salta l’uomo, conclude in porta, esalta la manovra e spinge tantissimo. Ragazzo senza dubbio in crescita e con grandi margini di crescita

 (20′ st Dybala 6): Entra e subito mostra la sua voglia di vincere andando a conclusione da lunga distanza oltre a saltare agilmente l’uomo, fino a creare una pericolosa occasione con il suo sinistro scaricato in area di rigore ma che purtroppo viene deviato dalla difesa partenopea. Coraggioso infine sul calcio di punizione da distanza importante che trova la deviazione, ma non quanto basta per insaccare in rete.