(di Massimiliano Fantasia).

L’APACHE HA DETTO BASTA.                                        

È tutto confermato, Carlitos Tévez ha chiuso con il calcio giocato. Non ha ancora deciso cosa farà da grande, ma quello che è certo, é che il calcio perde uno degli ultimi grandi fuoriclasse. Alla Juventus arriva nel estate del 2013.Stava pensando da qualche tempo al ritiro, si sentiva ormai svuotato, senza alcuno stimolo come uomo prima che come calciatore. Era stato a cena con Galliani tanto che qualche giornalista che lo riconobbe, aveva annunciata il suo trasferimento in rossonero. Arriva alla Juventus dopo un blitz di Marotta che da tempo stava pensando a lui come l uomo giusto per  ridare alla squadra quella mentalità internazionale che mancava. Il giorno della sua presentazione fu travolto dalle critiche di chi ormai lo riteneva un mezzo giocatore .Gli ultimi due anni in Premier erano stati un calvario. Nello spogliatoio aveva rotto con tutti, si allenava quasi da solo e quando ne aveva voglia dal momento che giocava sempre meno. Aveva anche presi qualche chilo che forse era la sola preoccupazione che avevano a Torino. Neanche le voci che lo dipingevano come un rissoso, uno che ha sempre spaccato gli spogliatoi misero in discussione la scelta della società. Tevez non diede alcun peso a tanto scetticismo. In qualche modo lo aveva pure messo in preventivo. Trascinerà i compagni e conquisterà i tifosi con prestazioni esemplari, le sue reti risulteranno quasi tutte decisive ma soprattutto di pregevole fattura senza contare le decine di assist e  le giocate sopraffine. Un infanzia difficile la sua. Nasce nel Barrjo del Eserjto de Los Andes periferia estrema di Buenos Aires, quartiere chiamato anche Fort Apache dove droga e omicidi sono al ordine del giorno. A soli tre mesi viene abbandonato dalla madre, a 10 sopravvivrà alle ustioni provocategli da una pentola d acqua bollente nel rovesciarsela addosso..il suo sogno era quello di diventare qualcuno giocando a pallone e il calcio in qualche modo lo ha aiutato a rimanere lontano da certi ambienti. Anche se poi è solo la volontà di rimanere una persona pulita e degna di rispetto a non lasciarti condizionare da quello che ti sta intorno. Carlitos ha visto perdersi per strada molti dei ragazzi che erano cresciuti con lui. Giovani che per uscire dalla fame hanno accettato qualsiasi cosa come diventare trafficante, vedersi costretto ad andare a rubare oppure trasformarsi in killer per pochi soldi. Ha visto consumarsi poco a poco il suo miglior amico, Elio Coronal ,che tutti chiamavamo El Cabanha .Sarebbe diventato un giocatore ancora più forte di lui, ha raccontato tante volte Carlitos. Giornate intere trascorse a rincorrere un pallone, poi le cattive compagnie, il suo carattere fragole lo hanno rovinato, droga spaccio rapine fino a spegnersi un poco alla volta. In due anni a Torino vince 2 scudetti 2 Coppe Italia e una supercoppa Tim. In bianconero ritrova quella voglia di giocare a calcio che aveva smarrito e con lei ritrova tutta la poesia che solo i giocatori come lui sanno mettere in una giocata. Tornera’ a segnare anche in Europa dove un suo goal mancava dalla bellezza di cinque anni .Reti anche di pregevole fattura una tripletta al Sassuolo doppiette con Parma e Verona un capolavoro segnato contro il Milan.. potremmo andare avanti fino a…50 ,tante le sue reti in 96 gettoni di presenza. In Coppia con Llorente aveva scomodato illustri paragoni, qualcuno in loro rivedeva qualcosa della coppia Bettega Anastasi dove lo spagnolo si sacrificava proprio come Anastasi faceva per Bettega, e l’Apache micidiale approfittava della situazione per segnare reti pesanti. L’anno seguente tra di loro si intromette un altro spagnolo Alvaro Morata .Sembrano nati per giocare insieme. L’intesa tra i due nasce in maniera spontanea, in Europa soprattutto regaleranno agli almanacchi notti da ricordare come Dortmund o Madrid. Il Barcellona è più forte ma la Juventus ha raggiunto un buon livello di maturità CV e non intende rimanere a casa guardare. Tevez nel occasione sembra avere le pile scariche e non riuscirà ad  esprimersi come di solito. A Berlino la più grande delusione in bianconero. In cuor suo aveva d tempo deciso di lasciare Torino e chiudere al Boca la sua carriera. Intendeva comunicare la decisione presa  dopo aver vinto la coppa. Ma per gli uomini di Allegri quella sera era buio pesto e la delusione fu tanta. Il 24/06 alle 21.05 Carlitos saluta i suoi tifosi con un msg su Twitter ringraziando tutti per l amore ricevuto. Augurando alla squadra di continuare a vincere anche senza di lui cosa, di cui era per altro convinto…dichiara che Torino e la Juventus resteranno sempre nel suo cuore, di aver vissuto due anni bellissimi e che solo alla Juventus si è sentito proprio come in famiglia…un modo insolito per salutare ma promette che presto sarebbe tornato a tifare Juventus di persona allo stadio…Accadrà il 3/04/2022 in occasione della sconfitta interna contro l Inter di Simone Inzaghi, anche in quel occasione non mancarono le polemiche. Sicuramente tornerà  perché alla Juventus ha lasciato molte persone che gli hanno voluto bene ,come tifoso o ambasciatore non possiamo sapere certamente possiamo però asserire che per Carlitos Tévez a Torino come alla Juventus ci sarà sempre  posto.