( di Massimiliano Fantasia).
HITCHCOCK HA DETTO JUVE.   
 
Il 20/05/1973 va in scena l’ ultima giornata del campionato di serie A. In classifica il Milan arriva con una lunghezza di vantaggio su Juventus e Lazio. I rossoneri in settimana hanno giocato e vinto  la finale di Coppa delle Coppe a Salonicco contro il Leeds utd. Viene chiesto per questo motivo di poter posticipare di qualche giorno la trasferta a Verona ma la lega non acconsente, per la regolarità del campionato tutti gli impegni devono svolgersi con la regola della contemporaneità. Il Milan fa appunto visita al Verona di Cade’che non ha più  niente da chiedere. Lazio è impegnata al San Paolo di Napoli è c è molta attesa soprattutto per quanto accaduto nella partita di andata. Nel sottopasso dello Stadio Olimpico Chinaglia arrivò alle mani con il mediano del Napoli Vavassori e il terzino Rimbano. Vavassori minacciò l’attaccante laziale che al ritorno avrebbe fatto di tutto per spezzargli una gamba, Chinaglia rispose che al ritorno avrebbe avuto un solo dispiacere quello di affrontare un Napoli già retrocesso in serie B. Terza candidata la Juventus chiamata a far visita alla Roma allenata dal laziale Trebiciani. In quegli anni l unico modo per poter seguire le partite era quello di collegarsi con Tutto il Calcio minuto per minuto che iniziava al termine dei primi tempi per raccontare quanto accaduto nei primi 45 minuti e far vivere in diretta l emozioni dei secondi tempi. Saranno le voci di Enrico Ameri  Sandro Ciotti e di Emanuele Giacoia a tenere inchiodati milioni di tifosi che volevano sapere come sarebbe andata a finire quell’avvincente volata. Dopo i primi 45 minuti il Milan di Nereo Rocco e Gianni Rivera era sotto per 3-1 al Bentegodi. Verona che fin dalle primissime battute lasciava intendere di non essere intenzionato a regalare niente ,Milan sulle ginocchia e in meno di mezz’ora i gialloblù vanno a segno tre volte con Sirena al 16 Luppi al 26 e tre minuti più tardi complice una deviazione di Sabadini su tiro del solito Luppi che fa 3.La rete di Rosato terra aperta una leggera speranza. Nel frattempo la Lazio al San Paolo appare abbastanza intimorita. Il pullman della squadra è stato preso a sassate, un vetro andato in frantumi ha colpito un massaggiatore che è dovuto ricorrere alle cure ospedaliere., il presidente Lenzini aggredito ha dovuto consegnare il portafoglio a dei rapinatori mentre un gruppo di tifosi è stato malmenato nei pressi dello Stadio. Allo stadio  Olimpico intanto la  Juventus perde per 1-0 complice una rete di Spadoni. La squadra di Vycpaleck è apparsa disunita, impacciata, Haller era in un delle sue giornate no, nella ripresa lascerà il posto ad Altafini. Causio non trova ispirazione mentre Bettega e Anastasi sono ben controllati, gli unici ad aver tentato una qualche reazione sono Furino e Longobucco con un paio di conclusioni da fuori. Nella ripresa con l ingresso di Altafini i bianconeri alzeranno il baricentro. La squadra di Vycpaleck che a questo punto ci crede e appare meglio organizzata. Salvori e Bet devono ricorrere al fallo per contenere Altafini che al minuto 61 si vede annullare una rete per aver appoggiato le mani al palo cosa proibita dal regolamento. Passano pochi minuti e su perfetto traversone di Causio, Altafini spedisce la palla alle spalle di Ginulfi facendo 1-1.A questo punto la Juventus ha agganciato Milan e Lazio in classifica. Rossoneri che stanno capitolando a Verona e si trovano sotto per 5-1 con Luppi grande protagonista. Anche il quarto goal porta la sua firma mentre una sfortunata deviazione di Turone completa il disastro. La Lazio al San Paolo è ancora bloccata sullo 0-0 malgrado con l ingresso di La Rosa abbia preso più coraggio e stia attaccando alla ricerca di quel goal che gli regalerebbe il suo primo scudetto. Finale avvincente dove il Milan, grande favorito della vigilia sembra essere la sola che a questo punto deve sperare in uno spareggio. La Juventus a questo punto attacca senza sosta, forse confusamente ma chiude la Roma nella sua area e i minuti passano mentre la tensione sale..Al 71 Altafini tira a botta sicura ma Ginulfi respinge con il piede. Passano pochi minuti e Liguori chiude lo spazio per il cross a Causio guadagnando addirittura una rimessa laterale utile per allentare la pressione dei bianconeri. A tre minuti dal termine Causio arriva sul fondo e pennella un pallone nel mezzo Santarini di testa anticipa Bettega e allontana il pallone al limite del area dove Cuccureddu lo cattura e con estrema precisione lo deposita alla sinistra di Ginulfi che non può far altro che guardarlo entrare. E’ il goal che regalerà lo scudetto numero 15 alla Juventus. Mentre si aspetta il triplice fischio del signor Lo Bello dal San Paolo arriva la notizia che Damiani a pochi secondi dal termine ha realizzato il goal che permette al Napoli di battere la Lazio. A questo punto non ci sono più dubbi la Juventus è campione di Italia. Neanche il maestro del brivido avrebbe saputo scrivere trama più intricata.