L’agenda della Juventus è zeppa d’impegni, forse mai come in questi ultimi 6 anni. Campionato, Champions League, Coppa Italia. Insomma la vecchia signora è presente ovunque ma l’esserci non stressa e non stanca mai. “Il potere logora chi non lo ha” . Questa sera Massimiliano Allegri potrebbe fregiarsi di una seconda finale di Champions. Abbracci e baci in caso di successo perchè poi i meriti ci sono tutti e sacrosantemente meritati ma gli avversari da affrontare sono tutt’altro che pellegrini o saltimbanchi. Il Real non è squadra inesperta certo ma affrontarlo in una gara secca è sempre cosa ardua. Il Real esperto di finali e di gestioni emotive dove l’esperienza conta più di ogni cosa, dove la frequentazione è la garanzia più attestata. Da Berlino ne è passata di acqua sotto i ponti però le cose nel tempo sono candidate a cambiare: questa Juve è più quadrata e più legata nei reparti da un filo di coesione inossidabile. La Juventus di Berlino presentava un centrocampo di indiscutibile valore: Pogba,Pirlo e Vidal contro gli attuali Pjanic, Khedira e Marchisio più propensi al sacrificio e meno ai numeri circensi. La difesa è palesemente più corazzata. Il sentimento di gruppo più unito. Un nuovo modo di disporsi in campo, elemento questo in grado di offrire garanzie di compattezza e di affidabilità. Un’invenzione tutta di Allegri.
I campioni d’Italia il più lo hanno fatto battendo il misterioso per quanto temuto Monaco. Una vittoria secca e perentoria nel principato per ripartire con più tranquillità allo Stadium. Stasera passare il turno per aprire il palcoscenico della finale è davvero questione di un soffio per così trasformare in realtà l’ennesimo tentativo di conquista. La scaramanzia però regna sovrana perchè le finali perse sono troppe ed esageratamente fitte di contrattempi per dormire sonni tranquilli. Il popolo Juventino si appresta a vivere giornate di vera passione ma anche di forti frequentazioni presso santuari e centri religiosi. Tentar non nuoce per amore della propria squadra. L’ora di cambiare è arrivata dunque e stavolta la determinazione dovra lasciare poco spazio ai soliti tentennamenti di educanda alla sua prima apparizione. I tifosi vogliono la Juve delle grandi occasioni, la squadra che lotta all’ultimo sangue anche quando il risultato è ampiamente acquisito. La stessa mentalità da campionato.
Stasera il Monaco dunque e domenica la Roma all’Olimpico. La matematica chiede davvero poco alla Juve per centrare due obiettivi che rappresentano la sintesi di una stagione programmata e minuziosamente curata nei particolari della quasi esasperante perfezione. Nell’arco di soli 5 giorni si decide il futuro della squadra di Allegri tra campionato e coppa senza che troppi calcoli cervellotici possano annebbire il cervello. Accendiamo i motori allora perchè sull’asse Torino – Roma basterebbe davvero poco per trionfare. Per chi si accontenta del risultato finale e meno della fase spettacolare due pareggi allora potrebbero tornare davvero utili. Roba da far arrabbiare la concorrenza.



