
Bergamo 2804-2017 – Atalanta vs Juventus
Nella foto: dani alves-gol
Era l’autunno 2016 quando l’ex-blaugrana Dani Alves, dopo aver giocato giusto qualche sprazzo di partita non troppo convincente, veniva criticato da tifosi e opinionisti. Poi l’infortunio, le voci su di un precoce addio già nella finestra di mercato invernale e le chiacchiere sulla sua vita sregolata. Una prima parte di stagione di certo non entusiasmante. Ma per chi già aveva avuto il piacere di osservare Dani Alves, lungo la sua strepitosa carriera, non sarà certo una sorpresa il filotto di partite perfette che l’esterno brasiliano ha messo in atto dal doppio confronto con il Porto in poi (Ottavi di Champions League).
I due assist al bacio di ieri sera, regalati a Gonzalo Higuain per la sua strepitosa doppietta, coronano lo straordinario periodo di forma che Alves sta passando. In questo finale di stagione infatti, più volte Dani Alves ha mostrato a tutti quale sia il suo effettivo valore: corsa e dinamismo a non finire sulla fascia destra, capacità di dribbling, altissima qualità nel fraseggio stretto, grandissima visione di gioco e attenzione tattica (elementi nettamente migliorati rispetto al suo periodo spagnolo) e soprattutto una naturale predisposizione nel mandare in rete i propri compagni. Un campione di raro valore che, grazie anche all‘ottima gestione di Massimiliano Allegri (spesso si alterna con Lichsteiner o a Cuadrado) e alle grandi motivazioni che il finale di stagione della Juventus sta portando, ha ritrovato il suo reale valore. Fatto non scontato per un terzino over-trenta che ha già vinto e stra-vinto in ogni competizione. Dani Alves sembra inoltre aver fatto sua quella cattiveria agonistica che contraddistingue i colori bianconeri, quella voglia di “mordere” l’avversario e di non lasciare nemmeno un centimetro fino all’ultimo secondo di partita, anche in trasferta e sopra di due gol.
Ieri sera, negli ultimi minuti di avvicinamento alla partita, la scelta di mister Allegri di tener fuori Juan Cuadrado e di schierare Alves come esterno alto aveva destato qualche perplessità. In realtà Allegri aveva già dato qualche indizio in merito. Nei minuti finali di Atalanta-Juventus, Alves aveva alzato la propria posizione. L’ “esperimento” aveva anche portato al gol del momentaneo vantaggio di 2-1, messo a segno proprio dall’ala brasiliana. Così eccolo riproposto in avanti anche contro il Monaco. Dire che sia stata una scelta azzeccata, risulta fin poco. Il laterale verde-oro ha messo in atto una prestazione perfetta. Attenzione ai massimi livelli, fraseggi e disimpegni con massimo uno o due tocchi di palla, proiezioni offensive rapide ed efficaci. Che dire poi dei due assist? il primo, di tacco e senza guardare, perfettamente sulla corsa di Gonzalo Higuain al limite dall’area, fuori dalla portata di tutti i difensori del Monaco. Il secondo è forse meno spettacolare, ma sicuramente altrettanto preciso e letale: un lungo traversone dalla destra che scavalca l’intera difesa dei francesi, pescando il piede del Pipita giusto appena fuori dalla portata del portiere. Dani Alves ha dunque ritrovato se stesso, tornando ai livelli del Barcellona, quando con Messi e Co. conquistava vittorie in lungo e in largo. Restano ancora poche partite in questo finale di stagione, ma tutte importantissime e cariche di motivazioni. Ci aspettiamo dunque ancora qualcosa da questo immenso e un po’ folle campione, così come da tutti i ragazzi di Allegri, ormai vicini a scrivere la storia. Delle partite rimanenti, una dovrebbe giocarsi a Cardiff, contro il Real Madrid: sarebbe una finale di Champions League contro una delle rivali storiche della Juventus, contro il Real del grande ex Zinedine Zidane. I “Blancos” sono ovviamente uno degli avversari più temibili, e sarà quella la prova definitiva per Dani Alves, che ha più volte sfidato (e battuto) Ronaldo e Co.. Non un vantaggio da poco per Allegri e la Juventus: Dani Alves potrebbe rivelarsi fondamentale ancora una volta, sia nella preparazione al match che durante la partita stessa, dove toccherà anche a lui fermare le scorribande offensive dei “galacticos”, per portare la Juventus ad una stagione da leggenda.
Marco Ludovico



