Nella vita esistono priorità. Ogni essere vivente possiede e classifica le proprie. Inutile negare che il calcio nel bel paese non è solo un popolare passatempo. Non è solo lo sport più diffuso e seguito del paese ma anche un canale dove , non è compito nostro giudicare se giusto o sbagliato , gran parte degli italiani riversano la loro passione .
Una passione che arriva da lontano. Il più delle volte tramandata da generazioni ormai lontane ma accomunate dall’amore incondizionato nei confronti di una bandiera , di uno stemma , di una squadra.
Il momento storico non è dei migliori purtroppo e alcune riflessioni , dettate da situazioni delicate e incredibilmente sottovalutate, sorgono spontanee.
Poco più di una settimana e la Juventus di Massimiliano Allegri si ritroverà a Napoli per un match d’importanza notevole , anzi due . Avete capito bene , due partite in casa dei partenopei che potrebbero mettere la parola fine ai sogni di vittoria per la truppa Sarri che in caso di eliminazione dalla coppa Italia, infatti , perderebbe l’ultimo treno per vincere un trofeo stagionale.
Sulla carta dovremmo parlare solo di tattica , di uomini da schierare , di ex pronti a confrontarsi contro vecchi compagni eppure…le cose non stanno cosi.
Timore. Un timore pervade addetti ai lavori e tifosi che vedono in questa doppia sfida al San Paolo diverse insidie.
“LA JUVE VINCE PERCHE’ E’ POTENTE . LA JUVE VINCE PERCHE’ RUBA. SONO DEI LADRI”.
Frasi come queste prendono posto in una realtà abitudinaria che tiene conto solo di un fatto. Il calcio vuole essere tramutato in una lotta contro il potere. Eterna ingiustizia politica sancita dalla vittoria del mio avversario mafioso e ladro a discapito personale. Aggiungiamoci inoltre un piccolo ingrediente chiamato “ODIO TERRITORIALE” e la miscela è pronta.
Senza addentrarci troppo sui fatti noti e risaputi come l’accanimento di certe firme note del giornalismo che “vomitano” fango e odio sulla società bianconera ci chiediamo ….PERCHE?
Perchè in una società sofferente come questa , nell’eterna lotta contro il male assoluto ( la Juventus) , ci si dimentica del grande e delicato potere che ha questo sport cosi visceralmente amato?
Abbiamo già dimenticato ragazzi scomparsi nelle curve ? Le numerose tragedie inspiegabili e immotivate che forse non hanno lasciato segni per molti giornalisti , commentatori , personaggi chiamati a raccontare una passione e non a tramutarla in una guerra con meno “morti possibili”.
Calma tifosi di tutto il paese. Siamo tutti pronti a soffrire e piangere per un goal al minuto 90….ma finisce tutto li.
Non diamo spazio ad altro. Non esiste altro.
Solo amore incondizionato per una palla che rotola , speriamo , dentro ad una porta.
Ci vediamo nella bellissima Napoli.
Daniel Formento


