LA MANO DI SPALLETTI
(di Massimiliano Fantasia).
Dopo Bologna arriva un’altra pesantissima vittoria contro una Roma solida,tre punti che a questo punto rilanciano la Juve adesso quinta in classifica ad un punto soltanto dalla squadra di Gasperini: finalmente risposte solide e concrete, con Spalletti che ora inizia davvero ad incidere.
Non si illude nessuno: né allo stadio né tra chi ha seguito il successo della Juventus contro la Roma altrove.
(di Massimiliano Fantasia).
Dopo Bologna arriva un’altra pesantissima vittoria contro una Roma solida,tre punti che a questo punto rilanciano la Juve adesso quinta in classifica ad un punto soltanto dalla squadra di Gasperini: finalmente risposte solide e concrete, con Spalletti che ora inizia davvero ad incidere.
Non si illude nessuno: né allo stadio né tra chi ha seguito il successo della Juventus contro la Roma altrove.
Però la Signora sta iniziando a mostrare un principio di continuità. Ancora troppo poco per definire le ambizioni a breve termine, ma contro i giallorossi si è visto qualcosa: segnali chiari, in più direzioni.
Partiamo dal punto chiave: Luciano Spalletti è stato chiamato a fine ottobre per dare alla Juve un’identità più riconoscibile e, soprattutto, per cambiare passo nella corsa Champions. Alla Continassa hanno scelto di intervenire subito, evitando di ritrovarsi di nuovo all’ultima curva con l’acqua alla gola. E dopo settimane di proiezioni da incubo, la situazione comincia ad alleggerirsi: la Juventus per l appunto è a -1 proprio dalla Roma, cioè dal quarto posto. Sullo sfondo c’è un calendario che, se sfruttato, può consolidare l’ascesa.Da non sbagliare assolutamente.
Dunque l ‘Effetto Spalletti.Carriera alla mano, il tecnico di Certaldo ha quasi sempre inciso ovunque ha lavorato, portando risultati e,molto spesso,trasmettendo anche un’idea di gioco. Alla Juve, sul primo fronte ci siamo quasi; sul secondo serviranno tempo e, magari qualche rinforzo a gennaio. Il mister sta facendo la sua parte. Adesso tocca alla società sostenerlo, compatibilmente con gli equilibri finanziari. Perché le lacune strutturali restano evidenti: il mercato estivo 2025 non ha sorriso e qualcosa va corretto, se l’annata deve diventare davvero una stagione di costruzione e non solo di riparazione.
Chi si aspettava una rivoluzione tattica immediata deve ricalibrare le aspettative. Spalletti ha scelto la via graduale: pochi concetti, chiari, da applicare con rigore. Anche esercitazioni semplici, se serve, per dare certezze a un gruppo con potenzialità ma poca leadership. In sostanza, il tecnico ha capito subito che bisognava incidere passo dopo passo, evitando l’effetto boomerang: caricare di responsabilità un ambiente già scottato dal fallimento con Thiago Motta e dal lungo periodo complicato con Tudor.
E l importanza di Bremer? E il miglior centrale della Serie A e a mio modo di vedere,sebbene fisicamente cominci a sentire il peso di tante battaglie,rimane tra i primi tre in Europa. Spalletti lo ha fatto giocare contro la Roma: per necessità, certo, ma anche per rimettere in campo un campione capace di spostare gli equilibri. Dopo una versione più operaia a Bologna e una prova meno legnosa contro la banda del Gasp, Bremer può diventare il vero acquisto per il resto della stagione. Sarebbe folle pensare che, dopo due operazioni ravvicinate allo stesso ginocchio, possa giocarle tutte da “7 fisso” in pagella. Ma intanto Bremer è Bremer,e non si regala a nessuno.
Partiamo dal punto chiave: Luciano Spalletti è stato chiamato a fine ottobre per dare alla Juve un’identità più riconoscibile e, soprattutto, per cambiare passo nella corsa Champions. Alla Continassa hanno scelto di intervenire subito, evitando di ritrovarsi di nuovo all’ultima curva con l’acqua alla gola. E dopo settimane di proiezioni da incubo, la situazione comincia ad alleggerirsi: la Juventus per l appunto è a -1 proprio dalla Roma, cioè dal quarto posto. Sullo sfondo c’è un calendario che, se sfruttato, può consolidare l’ascesa.Da non sbagliare assolutamente.
Dunque l ‘Effetto Spalletti.Carriera alla mano, il tecnico di Certaldo ha quasi sempre inciso ovunque ha lavorato, portando risultati e,molto spesso,trasmettendo anche un’idea di gioco. Alla Juve, sul primo fronte ci siamo quasi; sul secondo serviranno tempo e, magari qualche rinforzo a gennaio. Il mister sta facendo la sua parte. Adesso tocca alla società sostenerlo, compatibilmente con gli equilibri finanziari. Perché le lacune strutturali restano evidenti: il mercato estivo 2025 non ha sorriso e qualcosa va corretto, se l’annata deve diventare davvero una stagione di costruzione e non solo di riparazione.
Chi si aspettava una rivoluzione tattica immediata deve ricalibrare le aspettative. Spalletti ha scelto la via graduale: pochi concetti, chiari, da applicare con rigore. Anche esercitazioni semplici, se serve, per dare certezze a un gruppo con potenzialità ma poca leadership. In sostanza, il tecnico ha capito subito che bisognava incidere passo dopo passo, evitando l’effetto boomerang: caricare di responsabilità un ambiente già scottato dal fallimento con Thiago Motta e dal lungo periodo complicato con Tudor.
E l importanza di Bremer? E il miglior centrale della Serie A e a mio modo di vedere,sebbene fisicamente cominci a sentire il peso di tante battaglie,rimane tra i primi tre in Europa. Spalletti lo ha fatto giocare contro la Roma: per necessità, certo, ma anche per rimettere in campo un campione capace di spostare gli equilibri. Dopo una versione più operaia a Bologna e una prova meno legnosa contro la banda del Gasp, Bremer può diventare il vero acquisto per il resto della stagione. Sarebbe folle pensare che, dopo due operazioni ravvicinate allo stesso ginocchio, possa giocarle tutte da “7 fisso” in pagella. Ma intanto Bremer è Bremer,e non si regala a nessuno.



