SPALLETTI, È TEMPO DI RIVOLUZIONE
(di Massimiliano Fantasia)

Normalizzare, prima. Rivoluzionare, adesso. L’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus è coinciso con un periodo di emergenza totale. Nelle sue prime tre partite sono arrivati due pareggi e una vittoria, il tecnico ha agito da normalizzatore, cercando di dare un orizzonte e un mantra del tipo,la palla dobbiamo gestirla quasi sempre noi,a un gruppo psicologicamente a terra dopo la crisi dell’era Tudor dove si era arrivati a mettere insieme otto partite senza vittorie.
Ora, approfittando della sosta per le nazionali, è arrivato il momento di pianificare la vera rivoluzione tattica.
Intanto la pietra miliare del gioco prediletto da Luciano Spalletti ossia la difesa a 4
Spalletti è ferocemente convinto che la rosa abbia le potenzialità per abbandonare la difesa a tre, marchio di fabbrica delle gestioni precedenti, e passare al suo modulo preferito il 4-3-3 in alternativa a quel 4-2-3-1 che lo ha accompagnato per buona parte della sua carriera di allenatore. La linea a quattro è considerata la “pietra miliare” da cui bisogna ripartire.
In attesa dei rientri dei lungodegenti Gleison Bremer e Juan Cabal, il tecnico ripartirà dagli uomini a disposizione. Con il recupero certo di Lloyd Kelly dopo la sosta, la difesa titolare potrebbe vedere Kalulu a destra, la coppia Gatti-Kelly al centro e Cambiaso a sinistra.
Il vero lavoro, però, sarà sull’attacco. Spalletti ha aperto anche all’ipotesi del 3-4-1-2, con Kenan Yildiz alle spalle di due punte, che verosimilmente sarebbero Dusan Vlahovic e Loïs Openda.
L’allenatore è convinto di poter recuperare Openda, finora deludente ma stimato dal tecnico, e di rilanciarlo. Chi sembra scivolare indietro nelle gerarchie a questo punto è Jonathan David. Le parole di Spalletti nel post-derby che lo ha etichettato come  un calciatore da pochi minuti, suggeriscono che, al momento, David e Vlahovic non siano considerati compatibili dall’inizio.
La cura Spalletti è iniziata. La Signora riparte da un modulo nuovo e dalla missione di recuperare i suoi attaccanti smarriti.