VOGLIO VEDERE UNA JUVE CON IL CORAGGIO E LA VOGLIA DI FARE MALE
(di Massimiliano Fantasia)

 6 partite senza vittoria: 5 pareggi e 1 sconfitta, l’ultima, clamorosa, contro il Como. La Juve è chiamata a rialzarsi, e il palcoscenico è quello della Champions League: questa sera i bianconeri saranno ospiti al Bernabeu del Real Madrid, per provare a centrare il primo successo europeo di questa stagione dopo i due pareggi con Borussia Dortmund e Villarreal.
Ieri ha parlato Igor Tudor,il tecnico bianconero è intervenuto in conferenza stampa intorno alle 19.30 per presentare il match e rispondere alle domande dei numerosi giornalisti ma vediamo in sintesi unha dichiarato l allenatore della Juventus…
4
Domenica a Como è arrivata la prima sconfitta,che Juve troverà domani il Real Madrid? Rassegnata o vogliosa di ripartire in qualche modo ?                        «Mi aspetto una grande reazione. Venire qua deve dare motivazioni. Domani penso che faremo una bella partita».
Villareal Barcellona giocheranno a Miami cosa ne pensa?                                       «Non è una domanda per me. È giusto giocare nel proprio Paese ma non sono nessuno per commentare».
È arrabbiato? In questi giorni ha subito molti attacchi, avrà sicuramente letto «Non leggo i giornali. Io posso solo reagire quando vedo l’energia di chi mi sta attorno. Sono concentrato sulla squadra e su quello che devo fare. Devo pensare a come aiutare la squadra e ai singoli. Io non penso mai a me e provo a fare il meglio rimanendo concentrato e lucido».
Come sta Cabal ?                          «Purtroppo si è fatto male, sta facendo le cure. Penso che a fine settimana possa tornare a correre».
Come sta vivendo l avvicinamento a una partita come quella in casa del Real Madrid  ?                                                    «Le partite sono quelle che sono, perché abbiamo commentato questa pazzia di calendario. Sto vedendo tre partite di Champions con Borussia, Villarreal e Real, poi in campionato Inter, Atalanta e Milan. Io poi mi baso sulle partite della squadra e in alcune abbiamo fatto qualche grande partita. Poi di partita in partita arriva la fatica. Alla Juve un pari porta frustrazione. Noi contro l’Inter abbiamo fatto un grande prestazione, con l’Atalanta meglio noi e a Verona il rigore e l’espulsione e infine il Milan dove prendiamo un punto. Io sono contento, ma il tifoso no. Mi sono spiegato questa crisi della Juve, ma tutte ste partite una dopo l’altra rende tutto più difficile. I ragazzi potevano dare di più e anch’io potevo dare di più. Se pensiamo di cambiare modulo o spostare Yildiz per fare punti siamo sulla strada sbagliata. Noi siamo una buona squadra e dobbiamo avere onestà intellettuale e capacità di analisi e vedere cosa può fare e dare questa squadra. Bisogna analizzare con umiltà e lucidità. Uno 0-0 non sono due punti persi e ve lo dico io con grande autocritica nei miei confronti. Sono il più grande critico di me stesso. A me questa squadra piace e questi giocatori sono buoni, però questa maglia pesa. Io penso a come superare queste problematiche. Se l’analisi noi siamo la Juve e si deve vincere sempre, allora non è la strada giusta».
Che squadra è questo Real Madrid?    «Ho visto tutte le partite e non posso entrare nelle loro problematiche. Loro hanno grandi campioni. Voglio vedere la prestazione e con il coraggio di provare a far male. Non si può venire qua e speculare troppo perché loro ti fanno gol con niente».
È una partita già decisiva?                     «La Juventus si gioca tutto perché è una grande squadra. Sarà una sfida bellissima tra due grandi squadre. Noi dobbiamo viverla con il modo giusto».
Come si ferma un giocatore come Mbappe?                                                   «Le qualità ormai le conosciamo e lui svaria tanto. Non possiamo concentrarci solo su di lui. È però un giocatore fondamentale per loro».
Ha detto qualcosa ai suoi giocatori? «Niente di particolare. Bisogna essere feroci e umili per fare gol. Poi vediamo come va la partita».
Un suo errore?                                           «Io ho sempre parlato apertamente e chi ha voluto conoscermi mi ha capito. Qua non ci sono segreti e il lavoro da allenatore è un continuo chiedersi cosa fare per il bene della squadra. Alla Juve un pareggio è una sconfitta ed è sempre stato così. Io sono molto lucido e mi è tutto molto chiaro. Sono sereno, mi sento bene e motivato di andare avanti. Io voglio preparare ogni partita come una finale. Senza gli errori di Verona e con un altro sorteggio saremmo stati primi. È così, non ci sono scuse. È cosi al 100% perché analizzo la prestazione».
Gli attaccanti fanno fatica ad andare in goal come se lo spiega?                «Bisogna tirare più in porta».
Vlahovic ?                                                «L’ho visto bene».
Come marcare nei calci d angolo?         Lo vedrete domani.