IGOR TUDOR,TUTTO IN CINQUE GIORNI
(di Massimiliano Fantasia)

Igor Tudor si prepara a tornare al Santiago Bernabeu, uno stadio che per la Juventus evoca dolci ricordi. L’allenatore croato ha già giocato su quel campo: era il maggio 2003, semifinale d’andata contro il Real Madrid, il primo atto di una sfida che portò i bianconeri alla finale di Manchester. Quella sera, Tudor era in mezzo al campo, a lottare con i compagni. Domani sera, più di vent’anni dopo, si muoverà da solo, in panchina e con i suoi pensieri.
Questa solitudine rischia di diventare una costante nell’avventura bianconera di Tudor, specialmente nei momenti di difficoltà. Un episodio emblematico è accaduto domenica scorsa, dopo la sconfitta con il Como: mentre il tecnico si trovava in conferenza stampa a spiegare i motivi dell’ennesima frenata, il prossimo amministratore delegato Damien Comolli è passato a due metri dalla stanza, ma non è entrato. Sebbene non fosse un obbligo, sottolinea l’articolo, la “presenza plastica” della società in un momento in cui “il castello sta cedendo” avrebbe dato un senso di unità e di valore al lavoro dell’allenatore.
Questo isolamento riporta il pensiero alla notte di Venezia del 25 maggio, ultima gara dello scorso campionato. Stretto tra le voci su Conte e Gasperini, Tudor tuonò: «Senza rinnovo del contratto non vado al Mondiale per Club…», temendo di non essere seguito da un gruppo che lo vedeva già in partenza. Anche se la situazione poi rientrò, l’etichetta da traghettatore sembra non essersela mai tolta di dosso.
Oggi le difficoltà sono evidenti: la Juve non vince da quaranta giorni e la voce del club è fatta di silenzi. All’orizzonte si profilano due sfide che sembrano essere decisive,prima Madrid, poi la trasferta a Roma contro la Lazio. Dopo, sarà tempo di bilanci. Un passo falso nella Capitale potrebbe segnare il destino di Tudor.
I nomi per l’eventuale sostituzione già circolano. Luciano Spalletti piace e non direbbe di no, a differenza delle offerte ricevute da Turchia e Arabia. Roberto Mancini, sperando in una chiamata da Torino, si è defilato dalla corsa al Nottingham Forest. In lista anche Raffaele Palladino considerata l opzione più economica e figura molto vicina al Direttore tecnico Modesto e ultimo ad iscriversi a questa corsa, l’ex Dortmund Terzic,una suggestione nell’agenda di Comolli. Un Motta-bis, invece, appare complicato.
Oggi Tudor viaggia per Madrid, nel 2003 giocò di squadra, domani giocherà da solo, in cerca di riscatto in Champions League, pieno di orgoglio,ma soprattutto da domenica sera ufficialmente in bilico.