ADZIC SI PRENDE LA JUVE
(di Massimiliano Fantasia)Vasilije Adzic non è persona da perdersi in orpelli. È uno a cui piace essere chiaro e diretto, nelle dichiarazioni tanto quanto nelle azioni. Lo aveva dimostrato già un anno fa, circa. Lo sfondo è quello di Herzogenaurach, quartier generale Adidas e centro sportivo dove la Juventus da un paio di anni  svolge una parte del ritiro estivo. Lui era la novità, il giovane di belle speranze che sembrava la classica ciliegina sulla torta fatta di promesse e cucinata da Cristiano Giuntoli secondo le indicazioni di Thiago Motta.Ai cronisti presenti, che gli chiedono chi fosse la sua fonte d’ispirazione, risponde senza mezze misure: “Io sono Adzic”. Tradotto: non sono il nuovo nessuno, sono semplicemente me stesso, senza idoli né punti di riferimento. Un carisma fuori dal comune per un giovanissimo aggregato ad una prima squadra, per la prima volta fuori dai confini del Montenegro. Lì, dove si era segnalato come il miglior talento giovanile, dove i paragoni con il più illustre dei suoi connazionali,Dejan Savicevic si sprecavano ma è chiaro che l’impatto con il calcio che conta è ben altra cosa.
Ed effettivamente è stata così. Vuoi un fisico non abituato a certi ritmi, vuoi una gestione non ottimale: Adzic era scomparso dai radar. Per lui, una catena d’infortuni muscolari che non segnalavano una predisposizione al finire in infermeria, ma piuttosto quanto fosse difficile ambientarsi ai ritmi del calcio italiano.Tanta panchina e una manciata di minuti in campo, una promessa che sembrava non mantenersi.Uno delle tante. È servito scendere in Next Gen per giocare, trovare minutaggio e ritmo, per ricordare a tutti quanto fossero alte le sue potenzialità.
Un anno dopo, Adzic è tornato a Herzogenaurach. Non più sotto i riflettori, mentre a catturare la curiosità erano altri. Coccolato e protetto dagli amici Kostic e Vlahovic, ha lavorato in silenzio, convincendo Tudor e tutto l’ambiente. Tanto da dargli un’opportunità, sospendere l’idea di mandarlo in prestito e testarlo nelle rotazioni. D’altronde, la Juventus è corta in mezzo al campo e le qualità del montenegrino possono tornare utili.
Così è stato questa sera, contro l’Inter. Al debutto stagionale, missile da 30 metri e goal vittoria nel Derby d’Italia. Ancora una volta, senza troppi orpelli, ma deciso e secco come quel destro che regala alla Juve una vittoria insperata. Deciso e secco come nelle dichiarazioni post partita: “Adesso dobbiamo continuare a lavorare, giorno dopo giorno, e lotteremo per lo scudetto come ha detto il mister”. Il mister che adesso sa di avere un’arma in più per poter lottare fino in fondo. Non era scontato, ma nella sera del big match contro l’Inter, Tudor riscopre un Adzic in più.Non un giocatore qualunque.