LA JUVE PIANGE SALVATORE GIGLIO.     (di Massimiliano Fantasia)

Il calcio italiano dice addio a Salvatore Giglio, per oltre venticinque anni fotografo ufficiale della Juventus e testimone privilegiato dei successi bianconeri. Si è spento a 77 anni, dopo una lunga malattia. Nato a Palermo nel 1947 e trasferitosi a Torino nel 1959, ha raccontato con la macchina fotografica mezzo secolo di calcio e i suoi protagonisti, entrando di diritto nella memoria collettiva del tifo juventino.
Giglio è stato molto più di un fotografo: è stato l’occhio discreto ma instancabile che ha documentato le vittorie, i campioni e anche i momenti più drammatici della storia del club torinese. Nel 1998 raggiunse un primato incredibile ,1.000 partite ufficiali consecutive al seguito della Juve, un record celebrato nel mondo del fotogiornalismo sportivo. Nel 2009, la UEFA lo ha inserito nella prestigiosa lista dei 14 “World’s Best Soccer Photographers”, unico italiano ad essere incluso.
Tra i suoi oltre due milioni di scatti archiviati, uno è diventato immortale:quello che riprende Michel Platini sdraiato a terra sul prato del National Olimpic stadium di Tokyo, nella finale della Coppa Intercontinentale del 8/12/ 1985, dopo l’annullamento di un gol che aveva del clamoroso. Stop di petto, sombrero al difensore e sinistro al volo in rete: tutto inutile per l’arbitro Roth, che lo cancellò. Giglio immortalò la protesta del numero 10, steso su un fianco, la testa sorretta dalla mano sinistra. Uno scatto che sintetizza l’eleganza, la rabbia e la storia di un’epoca.Giglio inoltre ha seguito sette Mondiali e nove Europei, oltre a collaborare con testate internazionali come France Football, Sports Illustrated, World Soccer Digest e persino National Geographic. Il suo nome è legato in modo indissolubile alla Juventus, ma il suo lavoro ha raccontato anche volti, emozioni e dolori del calcio globale: i suoi scatti in quella tragica serata dell’Heysel, il 29/05/1985 hanno fatto il giro del mondo.
Il fotografo siciliano aveva instaurato nel tempo rapporti personali con molte leggende bianconere, tra cui spiccavano Omar Sivori,Pietro Anastasi e Alessandro Del Piero che sono stati forse i più fotografati,anche la foto di Boniperti, Umberto e Gianni Agnelli sulla panchina dove è nata la Juventus che ha fatto il giro del mondo e’ opera sua.
Anche dopo la fine del rapporto ufficiale con la Juventus, Giglio non ha mai smesso di seguire il club come freelance, continuando a coltivare la memoria storica bianconera attraverso progetti editoriali e iniziative personali.
Un archivio sterminato, una testimonianza unica
Il suo archivio fotografico, con oltre 2 milioni di immagini, custodisce i volti di tutti i giocatori che hanno indossato la maglia della Juventus dal 1897 a oggi. È una banca visiva senza eguali, che rappresenta un patrimonio storico per il club e per tutto il calcio italiano.
Con la scomparsa di Salvatore Giglio se ne va un pezzo di storia della Juventus, ma anche una delle figure più autorevoli del fotogiornalismo sportivo italiano. Lascia immagini indelebili, memoria viva di un calcio che, probabilmente senza il suo obiettivo, sarebbe stato raccontato con meno forza.