LA PARTITA DI THIAGO MOTTA. (di Massimiliano Fantasia).
Dalla sua ha la personale convinzione che la strada intrapresa sia quella giusta, la consapevolezza che l’idea di calcio che sta trasmettendo sia quella che presto porterà ai risultati. Soprattutto per questo, Thiago Motta, non si scompone mai a bordocampo,ieri è successo soltanto in un occasione.Una partita di Serie A a porte chiuse non ha senso di esistere se non in una situazione emergenziale come quella pandemica,a mio avviso si toglie quella cornice che poi cornice non è ma è parte integrante del quadro. Ma ha un lato positivo, la possibilità di sentire quello che viene detto in campo e per questo che ho voluto passare ai raggi come Thiago Motta ha vissuto questo Genoa Juventus.
Come sottolineavo, l allenatore italo brasiliano non perde mai il suo autocontrollo vivendo tutte le partite con una tranquillità che fa davvero invidia e questo non si certo perché non si senta coinvolto ma in occasione della partita di ieri,c’è stato un momento durante il quale Thiago Motta perde le staffe e si innervosisce. Ma non ce l’ha con i suoi. Vitinha accentua un contrasto e si agita a terra come se avesse preso una gomitata in volto. È lì che l’allenatore alza per un attimo i toni, invitando l’attaccante a rialzarsi. E siamo sempre lì, a quanto ripetuto anche nella conferenza che ha preceduto la partita con il Napoli quando ha voluto sottolineare come abbia il massimo rispetto per il gioco, contro le simulazioni e le perdite di tempo.
Per il resto il solito Thiago Motta, sicuramente sempre sul pezzo, ma mai oltremodo agitato. Non urla, non si sente molto, ma l’indicazione che si percepisce più di frequente è la stessa che i tifosi richiedono anche sui social al 45’: “Ritmo, ritmo”, “Velocità, velocità”. Esattamente quello che era mancato ed è arrivato solo quando i bianconeri hanno sbloccato il risultato.
Alle indicazioni collettive da urlare in mezzo al campo, Thiago Motta preferisce decisamente i colloqui individuali. A volte chiama lui, a volte sono i calciatori a cercarlo: in particolare, due sono piuttosto lunghi e approfonditi, con Danilo e con McKennie nel primo tempo.Quello che è evidente è che tutta la squadra sembra essere dalla sua parte chiara dimostrazione che tutti credono in questo progetto e si sentono coinvolti,anche chi è partito ritrovandosi un po più ai margini sembra non avere alcun risentimento ,la rosa è ricca di alternative in ogni reparto e con Thiago Motta vincono sempre il lavoro e la meritocrazia.
Dalla sua ha la personale convinzione che la strada intrapresa sia quella giusta, la consapevolezza che l’idea di calcio che sta trasmettendo sia quella che presto porterà ai risultati. Soprattutto per questo, Thiago Motta, non si scompone mai a bordocampo,ieri è successo soltanto in un occasione.Una partita di Serie A a porte chiuse non ha senso di esistere se non in una situazione emergenziale come quella pandemica,a mio avviso si toglie quella cornice che poi cornice non è ma è parte integrante del quadro. Ma ha un lato positivo, la possibilità di sentire quello che viene detto in campo e per questo che ho voluto passare ai raggi come Thiago Motta ha vissuto questo Genoa Juventus.
Come sottolineavo, l allenatore italo brasiliano non perde mai il suo autocontrollo vivendo tutte le partite con una tranquillità che fa davvero invidia e questo non si certo perché non si senta coinvolto ma in occasione della partita di ieri,c’è stato un momento durante il quale Thiago Motta perde le staffe e si innervosisce. Ma non ce l’ha con i suoi. Vitinha accentua un contrasto e si agita a terra come se avesse preso una gomitata in volto. È lì che l’allenatore alza per un attimo i toni, invitando l’attaccante a rialzarsi. E siamo sempre lì, a quanto ripetuto anche nella conferenza che ha preceduto la partita con il Napoli quando ha voluto sottolineare come abbia il massimo rispetto per il gioco, contro le simulazioni e le perdite di tempo.
Per il resto il solito Thiago Motta, sicuramente sempre sul pezzo, ma mai oltremodo agitato. Non urla, non si sente molto, ma l’indicazione che si percepisce più di frequente è la stessa che i tifosi richiedono anche sui social al 45’: “Ritmo, ritmo”, “Velocità, velocità”. Esattamente quello che era mancato ed è arrivato solo quando i bianconeri hanno sbloccato il risultato.
Alle indicazioni collettive da urlare in mezzo al campo, Thiago Motta preferisce decisamente i colloqui individuali. A volte chiama lui, a volte sono i calciatori a cercarlo: in particolare, due sono piuttosto lunghi e approfonditi, con Danilo e con McKennie nel primo tempo.Quello che è evidente è che tutta la squadra sembra essere dalla sua parte chiara dimostrazione che tutti credono in questo progetto e si sentono coinvolti,anche chi è partito ritrovandosi un po più ai margini sembra non avere alcun risentimento ,la rosa è ricca di alternative in ogni reparto e con Thiago Motta vincono sempre il lavoro e la meritocrazia.



