TUTTI GLI UOMINI DELLA SIGNORA. (a cura di Massimiliano Fantasia).
GIUSEPPE CORRADINato a Modena, il 7 luglio 1932, Giuseppe Corradi sarebbe, oggi un terzino destro fluidificante di primo ordine; più elegante che grintoso, dotato di un ottima tecnica individuale, era più valido in fase di disimpegno e nella costruzione delle azioni di rilancio che nel rompere le insidie avversarie, che prevedevano, a quei tempi, di mandare il pallone in tribuna. Arrivò alla Juventus giovanissimo, avendo subito l’onore di fregiarsi di uno scudetto, vinto al termine del campionato 1951/52, quando giocò alcune gare al posto di Alberto Bertuccelli.
GIUSEPPE CORRADINato a Modena, il 7 luglio 1932, Giuseppe Corradi sarebbe, oggi un terzino destro fluidificante di primo ordine; più elegante che grintoso, dotato di un ottima tecnica individuale, era più valido in fase di disimpegno e nella costruzione delle azioni di rilancio che nel rompere le insidie avversarie, che prevedevano, a quei tempi, di mandare il pallone in tribuna. Arrivò alla Juventus giovanissimo, avendo subito l’onore di fregiarsi di uno scudetto, vinto al termine del campionato 1951/52, quando giocò alcune gare al posto di Alberto Bertuccelli.
Era la Juventus di Giorgy Sarosi tecnico ungherese che fu chiamato a guidare la Juventus tra lo scetticismo generale ,le sue precedenti esperienze con Bari e Lucchese in effetti erano state tutt’altro che positive e la gente non era soddisfatta della scelta.,Eppure proprio in quella stagione le cose non stavano andando tanto male,bisognava sostituire Jesse Craver a cui fu imputata ogni responsabilità per non aver saputo difendere lo scudetto. Inizialmente in società si era deciso di affidarsi a Luigi Bertolini e Giampiero Combi ,due che la Juventus l avevano vissuta dall’interno per tanti anni e che certamente ,vista la loro storia,sapevano perfettamente di cosa c era bisogno per tornare a vincere immediatamente,la squadra parti forte mettendo insieme qualcosa come 9 vittorie 2 pareggi e 1 sconfitta a Genova contro la Sampdoria,prese un discreto vantaggio in classifica sul resto del gruppo e a quel accade quello che nessuno si sarebbe mai più immaginato, il presidente,che in quegli anni altro non era che il giovane avvocato Giovanni Agnelli,decise di affidare la squadra proprio al tecnico Ungherese. Sárosi ebbe il gran merito di saper tenere in pugno il gruppo nella fase più delicata anche con una certa autorità,ottima la sua gestione dei più giovani che dovettero ben presto responsabilizzarsi tra questi chi riuscì a trovare più spazio appunto una promessa come Giuseppe Corradi; infatti, il giovanotto, nel corso del campionato viene schierato da terzino oppure da mediano, scendendo in campo per ben diciassette volte.E pensare che doveva diventare portiere! Proprio così quando frequentava l’Istituto del Sacro Cuore, a Modena, Corradi era famoso tra i ragazzini del rione per i suoi voli tra i pali, o meglio tra il mucchietto di libri di scuola messi al posto del montante destro e la pila di cartelle che costituivano il palo sinistro. Disgraziatamente, o fortunatamente per lui, a causa di un uscita avventata si fratturò il naso,dietro a quel brutto episodio il buon Giuseppe Corradi si guadagnò un affascinante profilo da boxeur e il ruolo fisso di terzino, sebbene si era formato dapprima come mezzala e in seguito da centromediano.Era la Juve dei Viola Bertucelli Manente Mari Ferrario Piccinini Muccinelli K Hansen Boniperti JHansen e Preast ma anche di giovani come appunto Corradi Scaramuzzini e Caprile che avrebbero dovuto rappresentare la continuità.Per Corradi in effetti fu solo l inizio di un matrimonio che si interruppe soltanto nel 1959,al termine della bellezza di 8 anni caratterizzati da momenti di gioia a delusioni profonde a causa dei continui infortuni che finirono per condizionarlo oltre il dovuto durante tutta la carriera.,La gioia più grande Giuseppe Corradi la provò senza alcun dubbio nella stagione 1957/58 quando riuscì a laurearsi nuovamente Campione d’Italia e questa volta da indiscusso protagonista;Arrivava da un campionato difficile dove dovette convivere con una brutta pubalgia tanto che per molti,sembrava ormai avviato al tramonto ,un mezzo giocatore che non aveva più niente da dare,invece non si sa come, riuscì a superare il terribile momento,infine lavoro’ duramente per recuperare la forma e convincere il nuovo allenatore ,lo slavo Ljubisa Brocic, di cui tutti parlavano un gran bene,a dargli fiducia. Alla fine risultera’uno dei principali artefici di quel successo, colleziono’la bellezza di 34 presenze che gli permisero, al pari di Giampiero Boniperti di essere il calciatore più impiegato., Era la Juventus voluta dal Dott.Umberto che in quella estate del 1957 non aveva badato a spese per allestire una squadra capace di tornare fin da subito a vincere , proponendo anche un calcio piacevole e divertente e non poteva essere diversamente quando si può mandare in campo giocatori come Omar Sivori,un fuoriclasse autentico arrivato dall’ Argentina ma originario di Cavi di Lavagna in Liguria,o un attaccante dello spessore di John Charles ,un vero ariete, arrivato dal Leeds ma in realtà nato in Galles.Anche Corradi quell’ anno disputò un campionato di altissimo livello,forse il più bel campionato da quando era arrivato a Torino portato da Rosetta, terzino del famoso quinquennio che lo seguì fin dai suoi esordi a Modena.In Emilia si mise ben presto in mostra,anche l Inter si era mossa per acquistarne il cartellino ma la Juventus fu più decisa e riuscì a sbaragliare la concorrenza accapparandosi quello che per tutti era un giovane da un grande avvenire.Con il primo ingaggio corse ad acquistare una fiammante motocicletta,aveva sempre avuto la passione per le due ruote e finalmente poteva realizzare il sogno di acquistarne una con cui fece il viaggio Modena-Torino. All’arrivo nella sede della Juventus un dirigente al quanto stupefatto quanto divertito per l’ingenuità, gli sequestrò immediatamente il mezzo che gli fu prontamente risarcito. Nessun atleta poteva permettersi il rischio di infortunarsi al di fuori del rettangolo di gioco. L episodio lo colpì al punto che per anni nel periodo successivo lo racconto’ di continuo a tutti gli amici e parenti ridendo bonariamente, pensando alla leggerezza dei sui diciannove anni.Per Corradi quello era un segnale di come alla Juventus nulla veniva lasciato al caso e una volta entrati nella grande famiglia bianconera ci sarebbe stato sempre qualcuno pronto a seguirti e ad aiutarti non commettere errori che potessero nuocere alla immagine della società e al famoso stile Juve. In un articolo di Gianni Brera di molti anni più tardi il nome di Corradi venne inserito nella formazione ideale della Juventus del dopoguerra, che faceva all’incirca così: Zoff, Corradi, Cabrini, Gentile, Emoli, Scirea, Tardelli, Boniperti, Platini, Sivori, Charles. Di sicuro è sempre rimasto legato alla famiglia Agnelli a Boniperti e a molti dei suoi compagni di squadra.Ha sempre parlato della signorilità dell’ambiente Juventus alla quale è rimasto legato e così tutta la sua famiglia perché, anche dopo aver lasciato la casacca bianconera, Corradi è stato sempre amorevolmente seguito e aiutato dalla società Juventus in modo particolare dal amico Giampiero Boniperti con cui si instaurò un bellissimo rapporto anche fuori dal campo.
Corradi vestì anche la maglia della Nazionale e prese parte alle Olimpiadi finlandesi del 1952; dopo la passeggiata contro gli Stati Uniti a Tampere, battuti per 8-0, la Nazionale Olimpica fu sconfitta a Helsinki per 0-3, dalla Grande Ungheria di Ferenc Puskás, che avrebbe poi vinto la medaglia d’oro e dominato il calcio mondiale per alcuni anni. Terminerà la carriera in bianconero nell’estate del 1959, dopo aver totalizzato 202 presenze e realizzato cinque goal.Ma che tipo di giocatore è stato??Come dicevamo all inizio,Corradi sarebbe anche oggi, un esterno con i fiocchi. Veloce, tecnico, atleticamente straordinario e con un’inclinazione offensiva che, negli anni Cinquanta, un terzino non poteva permettersi, perché gli schemi erano esasperatamente rigidi. Un handicap che forse ha limitato la sua carriera: un ginocchio valgo. Allora, non esisteva l’artroscopia e il recupero, dopo un intervento, era lunghissimo e faticoso. Lo salvavano la classe, limpida come un solitario e uno stile impeccabile. Giocava in smoking e toccava la palla come se i piedi calzassero i guanti. Dotato di un fisico eccezionale e di un tocco di palla felpato, secco e pulito; la falcata era corta, ma efficace, tanto che recuperava sulle ali avversarie grazie ad una velocità sbalorditiva. Teneva sempre il busto eretto e la testa alta, virtù che gli permettevano di smistare il pallone con precisione chirurgica. Nel gioco acrobatico non aveva rivali; staccava e, con la testa, andava più in alto della traversa. Corradi era un estroverso simpatico e sempre di buon umore; aveva la battuta pronta per ogni gusto, tagliente e gradevole. Ostentava una voce tenorile che non faceva mancare quasi mai allo spogliatoio. Come tutti gli emiliani amava la lirica. Il suo cavallo di battaglia? “La donna è mobile,se non fosse diventato il calciatore che è stato forse sarebbe diventato un ottimo lirico ma voglio credere che sia stato meglio così….in fondo la storia della Juventus è fatta prima di tutto di uomini con il loro vizi le loro virtù e naturalmente il loro talento.
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