Il giorno 31 di agosto si è chiuso il gran sipario del calciomercato tra lunghe attese e tanti nomi solo sulla carta. Questa sessione estiva del mercato verrà ricordata per essere etichettata come quella degli allenatori. Allegri, Inzaghi, Mou, Spalletti, Sarri. Molte manovre di allenatori che come pedine di una dama si sono mosse nel posto giusto affascinando l’interesse dei tifosi. Allegri è sicuramente il colpo piu’ importante dello scacchiere della serie A. Tutti sono partiti con la marcia giusta esaltando le rispettive tifoserie. Molti i proclami di vittoria condizionati però da risultati tondi e prestazioni convincenti. All’appello manca l’allenatore piu’ atteso. La Juve di Massimiliano Allegri stecca due partite. Un solo punto ottenuto al Friuli contro l’Udinese nell’ultima gara di CR7 con goal d’autore annullato per millimetrica decisione. Alla seconda giornata la sconfitta patita nell’unica vittoria dell’Empoli a Torino. Questa batosta fa sprofondare nel baratro i bianconeri mettendo tutti sul banco degli imputati. Il mercato attendeva una punta di sfondamento e un centrocampista di livello per svezzare Locatelli. La contestazione della tifoseria imperversa e già iniziano i primi ingiustificati e stucchevoli “OUT” un po’ per tutti. Tecnico incluso. Insomma, la situazione appare tutt’altro che priva di emozioni e preoccupazioni. Cercando di rientrare nei ranghi ed in quelle che sono le potenzialità della squadra sarebbe ingeneroso fin da ora emettere sentenze e condanne affrettate. La logica suggerisce di soprassedere, una campagna negativa già alla seconda di campionato potrebbe risultare assai deleteria. La realtà è quella di una squadra viva e reattiva solo nella prima frazione di gioco, questa costante indurrebbe a facili conclusioni. Il dubbio è che la squadra sia ancora in una fase intermedia tra una preparazione tutt’altro che completa e pesanti carichi di lavoro in previsione di una stagione pregna di impegni. Il tecnico toscano, al suo primo anno di Juve, si trovò una squadra ben rodata da Conte. Furono necessari pochi ritocchi e l’intelligenza di non amalgamare subito un gruppo a propria immagine e somiglianza. Quella mossa si rivelo’ poi la scelta vincente. Daltronde va anche detto che Allegri potè gestire uomini ben diversi e con qualche anno in meno. Una patata assai bollente dunque per il trainer livornese quella che avrà tra le mani. Allegri dovrà risolvere l’impossibile, una realtà dura ma nemmeno insormontabile. Costruire una squadra in così poco tempo che possa essere in grado, già contro il Napoli, di poter disputare una gara convincente evitando di perdere ulteriore terreno. Battere i partenopei sul proprio terreno appare al momento impresa titanica ma perdere il confronto aprirebbe ancor piu’ uno scenario drammatico per quanto complesso da gestire. La palla passa dunque a Massimiliano Allegri un allenatore in grado di poter sovvertire qualsiasi pronostico. La squadra è competitiva nel suo 11 come nella panchina. Solo il tempo potrà sancire se valutazioni e scelte saranno state azzeccate.



