
Cardiff 03–06-2017 – Juventus vs Real Madrid 2016-2017
Nella foto: gianluigi buffon
Spagna 3, Italia 0. Pessime le prestazione degli azzurri di Giampiero Ventura, nessuno escluso. Eppure a guardare bene cosa ne ha detto e scritto l’opinione pubblica, troviamo quel solito filo anti-Juve, la ridondante pressione gettata tutta sul mondo bianconero, quasi fosse responsabile da sola, la Juventus, di tutto ciò che determina in negativo il calcio Italiano. Storia che si ripete, per noi fedeli alla Signora, e dunque, senza perder tempo con inutili parole (inutili per chi non vuol capire) su quanto la Vecchia Signora abbia dato al calcio nostrano in termini di appeal, successi, stili, gloria e ancora oggi per quanto riguarda il noto Ranking Uefa, vorremmo sottolineare la brutalità e l’insensatezza delle tante critiche rivolte in special modo a Buffon. Già, pioggia di insulti su Gianluigi Buffon, portiere e capitano della Juventus e della nostra nazionale, il terminale difensivo più forte e longevo di sempre, nessuno ha mai raggiunto i suoi livelli, non per stagioni e stagioni di fila, come lui ancor oggi fa. Eppure, essendo Juventino, nemmeno un personaggio tanto positivo e portatore di veri valori umani riesce a scampare dalla gogna mediatica anti-Juve.
Fortunatamente, il nostro capitano è un uomo forte, formato, ne ha passate tante e di gran lunga peggiori. Ecco allora le sue risposte alle tante critiche insensate riportate nell’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”:
“Apocalisse? Solo se accadrà, per adesso meglio restare sereni. Ci sono delle gare che hanno dei valori diversi e per questo possono cambiare la prestazione del singolo; per il resto tutto rimane sempre una partita di calcio. er quello che mi riguarda, magari certe critiche credo che siano pure giuste – dice il capitano -. Certo, ci sono stati eccessi, ma è sempre così. Adesso occorre rispondere sul campo. Le critiche vanno accettate, sono inevitabili come l’alternarsi delle stagioni. Non provo né disappunto né rancore. D’altronde, in Nazionale sono un punto di riferimento: si perde 3-0, prendo tre gol, ci sta che prenda delle critiche come mi è successo negli ultimi 7-8 anni. Quest’anno ero partito troppo bene fra il trofeo Champions e le vittorie col Cagliari e il Genoa. Ma come faccio a sentirmi ferito? Se si fanno critiche e costruttive va bene, se si fa il tiro al piccione non intacchi quello che sono e quello che voglio continuare ad essere. Non penso a grandi rivincite in stile Zoff nel 1982. Non provo questo tipo di sentimento, perché nel calcio tutto è opinabile. L’opinione viene passata per verità anche se non esiste quella di fatto. Una settimana fa ho preso il premio come miglior portiere della Champions e poi mi dicono che sono in fase di calo. Può essere anche vero, magari stavolta ci beccano. Dopo tutte le volte che hanno detto “al lupo al lupo”, capita che stavolta arrivi. Io però ho la serenità e la lucidità del caso. Se ho fatto 23 anni di carriera e 20 in Nazionale, è perché sono stato molto critico con me stesso. Ho sempre cercato la perfezione; so benissimo dove posso arrivare lavorando con serietà, senza mai ammazzarmi per le critiche che ho ricevuto”.
Marco Ludovico



