Essenza del calcio e riscoprire il valore aggiunto: Paulo Dybala.

Il fuoriclasse argentino di Laguna Larga è sempre più un giocatore di riferimento della Juve attuale ma forse futura, chissà, almeno questo è quello che tutti si augurano. Il giovane argentino  si è preso la Juve in spalla e la sta portando fuori dalla mischia della griglia di partenza dove Inter, Napoli, Milan  incalzano ferocemente senza perdere un colpo. Paulo Dybala, forte anche della nuova investitura di “10 da Juve” dove certi numeri pesano di storia e di forti e pressanti responsabilità sta portando con onore il palio bianconero.

Nelle prime tre partite disputate con la 10 sulle spalle, l’argentino ha segnato 4 reti e due in supercoppa: nessuno meglio di lui citando addirittura mostri sacri come Baggio e Del Piero dove l’ex codino realizzò tre reti e Alex solo due. La domanda a questo punto  però corre d’obbligo nel momento in cui ci sarà un fisiologico calo di forma o (scongiurando ogni evento nefasto) qualche intoppo fisico del giocatore e allora chi guiderà con fantasia la costruzione per finalizzare? Domanda alla quale nessuno può rispondere se non conservare il giocattolo così prezioso dentro una ampolla di puro cristallo di boemia? Forse non è nemmeno questa la risposta alle tante domande ma una soluzione ci sarebbe, nascosta segretamente  nelle pieghe dei pensieri di Allegri che forse in cuor suo sta meditando di motivare ancor più Higuain ( rapporto col goal meno incisivo rispetto al primo anno in bianconero ) e al suo compagno di reparto Mario Mandzukic dove ad onor del vero le sue sgroppate su e giù per il rettangolo di gioco lo sfiancano oltre il dovuto. Dare più carico di lavoro agli esterni con foraggiamento per le punte con cross da ambedue i lati. insomma più rifornimento al duo d’attacco per alleggerire maggiormanete il fantasista argentino.

Che Dio salvi il Re Paulo.